Pasquale Mario Bacco: “Non avremo mai un vaccino contro COVID-19, come per HIV”

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Secondo Pasquale Mario Bacco, medico legale che studia il Covid-19 con altri 13 colleghi a Bari, come riportato in un articolo pubblicato su ilGiornale.it a firma di Emanuela Carucci, “non ci sarà nessun vaccino” contro SARs-CoV-2, proprio come è successo per l’HIV. Il prof. Bacco, già a febbraio aveva studiato 7.038 asintomatici, e quindi senza alcun sintomo di malattia per COVID 19, mediante il dosaggio delle immunoglobuline (IgM e IgG); di questi soggetti erano positive 2.365 persone, mentre solo 1.779 presentavano gli anticorpi IgG: “Significa che queste persone erano già venute a contatto con il virus almeno tre mesi e mezzo prima, si sono ammalate e hanno sviluppato gli anticorpi, pur essendo asintomatici”, spiega. Purtroppo gli anticorpi durano pochi mesi, motivo per il quale è “impossibile”, stando alle parole del ricercatore, trovare un vaccino. “In questo il Covid è come l’Hiv. Sono virus che mutano. Può essere che la popolazione verrà chiamata a sottoporsi al vaccino a giugno, ma quello stesso vaccino ad ottobre non servirà più. Io ho visto in laboratorio come muta questo virus, è quasi come l’Hiv, quindi il vaccino non ci sarà mai. L’unica cosa che ci salverà, se il virus dovesse diventare più aggressivo, è un farmaco specifico.

“La vera domanda che oggi bisognerebbe farsi è: ma questo virus ad ottobre come torna? Perché il virus non è sparito, c’è e sopravvive”, dichiara Bacco a ilGiornale aggiungendo che a suo parere l’unico modo per contrastare la malattia sarà con la scoperta di un “farmaco specifico”. E le soluzioni al virus, finché non si troverà il farmaco adatto al Covid, sarebbero 3:

  • “Abbiamo l’idrossiclorochina, che ora è inutile prendere, ma ad ottobre no. Le faccio un esempio, la caratteristica dell’anemia mediterranea è quella delle catene dell’emoglobina. L’emoglobina, detta in maniera semplice, è composta da una parte alfa e una beta; i soggetti betatalassemici (quindi quelli affetti da anemia mediterranea) non hanno le catene beta. Il Covid si lega alle catene beta, quindi questi pazienti non avendole sono immuni al covid, il virus può entrare nel loro organismo, ma non si lega. L’hanno capito gli studiosi americani. Detto questo, l’idrossiclorochina ha un meccanismo banalissimo, viene utilizzata per la malaria. Prendendo prima questo farmaco, le catene beta vengono tamponate, se il virus entra nell’organismo che ha preso questa medicina, non sa dove legarsi e se non entra nelle cellule, muore. E non è vero che ha mille effetti collaterali come ha detto uno dei professori televisivi.”
  • “Il secondo farmaco è il Tocilizumab, il farmaco anti-artrite usato all’ospedale Cotugno di Napoli, che funziona perché riduce le reazioni del corpo a contatto con il virus.”
  • “Infine c’è la terapia con il plasma, “che è quella che ci salverà se questo virus diventerà più aggressivo.”

Ma il prof. Bacco sembra scoraggiato perché, nell’ambito scientifico italiano, pare che nessuno dei ricercatori più famosi, anche televisivamente parlando, abbia voluto dar credito allo studio: “Né l’Istituto Superiore della Sanità né il Ministero della Sanità ci hanno considerati. Poi abbiamo portato i nostri dati al prof. Burioni, e non li ha neanche visti”.