Paraplegia, incoraggianti risultati dalla stimolazione elettrica midollare

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Anche quest’anno la Spinal Cord Stimulation (SCS), tecnologia di stimolazione midollare, ha suscitato grande interesse in occasione del Congresso Nazionale dell’INS recentemente svoltosi a Firenze. Novità del 2019 è stata la presentazione di nuovi incoraggianti risultati relativi agli effetti della trasmissione midollare della corrente elettrica in pazienti paraplegici, con nuovi possibili orizzonti per l’applicazione della neurostimolazione midollare.

“I risultati preliminari sono estremamente interessanti. Nel primo paziente trattato sono stati osservati, al di là degli effetti terapeutici positivi già ampiamente dimostrati sulla componente dolore, ‘effetti collaterali positivi’ molto importanti per la sua qualità di vita”, dichiara il dott. Alessandro Dario, Presidente INS e Responsabile di Neurochirugia Funzionale presso ASST Settelaghi, Ospedale Macchi di Varese, che ha collaborato con il dott. Franco Molteni, Direttore UOC di Medicina Riabilitativa presso Villa Beretta. “In particolare, sembrerebbe che l’azione della corrente elettrica a livello cordonale abbia ottenuto un effetto di modulazione positiva sul sistema vegetativo, sul controllo vescicale e sulle attività muscolari indotte da training del cammino con esoscheletro indossabile.”

“Tutti questi aspetti possono cambiare completamente l’approccio al paziente. Per questo dovranno essere approfonditi per dimostrare, attraverso un protocollo ben definito che armonizzi completamente l’azione della neurostimolazione alla riabilitazione, l’aumento della qualità di vita per le persone paraplegiche e per i loro caregiver”, dichiara Molteni. Questi progressi non solo hanno la potenzialità di ridurre enormemente l’accesso alle strutture ospedaliere e il bisogno di servizi sanitari da parte del paziente, generando inoltre una maggiore adesione al percorso riabilitativo, e con questa un miglioramento dei risultati clinici. Tutto ciò rappresenta, per questi pazienti, la possibilità di conquistarsi sempre più un ruolo attivo e una reale autonomia nella convivenza con la propria condizione.