Il “paradosso italiano” secondo Nature: molte eccellenze scientifiche e poche risorse

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La prestigiosa rivista scientifica Nature l’ha definito il “paradosso italiano”: lo Stato investe in ricerca e sviluppo una quota del Prodotto Interno Lordo (PIL) ben inferiore a quella degli altri principali Paesi (nel 2013 l’Italia al 16° posto fra i 28 Paesi UE), nonostante l’aumento costante delle eccellenze scientifiche, delle pubblicazioni sulle riviste di tutto il mondo e dei brevetti depositati.

Promozione, semplificazione, formazione. Queste tre parole-chiave sintetizzano alcuni degli interventi che appaiono necessari: promuovere ricerche no-profit finalizzate al miglioramento della pratica clinica attraverso un finanziamento costante e superiore a quanto stabilito finora come quota fissa del fondo annuale del Sistema Sanitario Nazionale; predisporre una modulistica unica nazionale, differenziata in base alla tipologia di studio, prevedere attività didattiche sulla metodologia della ricerca clinica già in ambito universitario con percorsi di apprendimento dedicato alla metodologia della ricerca clinica. Da anni la Società Scientifica di Medicina Interna FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti) è impegnata in iniziative di sensibilizzazione e analisi delle problematiche legate alla ricerca clinica in generale e a quella no-profit in particolare, intese come attività di studio in campo epidemiologico, di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione e che riguardano la produzione di nuove esperienze in ambito di salute, nella sua totalità.