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Genova Anno XIII - n. 61 - 09.03.2015 Pagine Nazionali

aggiornamenti
del 16/03/2015

Diminuisce il Gioco d’Azzardo tra i Giovani… anche per Paura dei Disturbi Sessuali?

Gioco d’AzzardoDa qualche anno il gioco d’azzardo non ha risparmiato nessun ceto sociale e nessuna età, diffondendosi a macchia d’olio tra i giovani ma soprattutto tra gli adulti e anziani. Dallo studio ESPAD Italia 2014, condotto dai ricercatori del Reparto di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr) è emerso che la percentuale di studenti di 15-19 anni che giocano d'azzardo e' passata dal 47 per cento del 2009-2011 al 39 per cento del 2014 e si e' anche ridotta la quota di studenti-giocatori con un profilo definito a rischio o problematico.

La ricerca coinvolto oltre 30mila studenti delle scuole superiori del nostro Paese e dall’analisi dei risultati si è evinto che 900mila gli studenti hanno giocato d'azzardo almeno una volta nello scorso anno, mentre erano circa 1,1 milioni negli anni tra il 2009 ed il 2011.

"Sono risultati molto positivi - ha detto Sabrina Molinaro, responsabile dello studio - merito da attribuire almeno in parte agli interventi di educazione al gioco e prevenzione della dipendenza da gioco portati avanti nelle scuole superiori”.
 


Sessualità e Gioco d’Azzardo
Ma se da una parte c’è stata la sensibilizzazione e quindi l’educazione che è riusicita a far conseguire questo interessante risultato, d all’ altra non bisogna dimenticare l’allarme lanciato qualche mese addietro dall’Associazione Andrologi Italiani, secondo cui il gioco d’Azzardo Diminuisce il desiderio sessuale.

«Nel maschio si osserva spesso eiaculazione precoce e diminuzione del desiderio, nella donna mancanza del desiderio sessuale. Nel corso dell'ultimo anno abbiamo osservato 26 soggetti dediti al giuoco di azzardo che lamentavanodisturbi sessuali: 18 maschi e 8 donne» dice Aldo Franco De Rose, urologo e andrologo della Clinica urologica di Genova e presidente dell'Assai (Associazione andrologi italiani).
«La sensazione - sottolinea De Rose - è stata molto differente rispetto ai soggetti che abitualmente lamentano questi disturbi sessuali. In realtà sembrava che nessuno dei pazienti volesse risolvere realmente il problema sessuale in sé, ma farlo per attenuare una situazione di convivenza già difficile all'interno del nucleo familiare, per via del gioco».

Si tratta di soggetti con disturbi del controllo degli impulsi (Impulse Control Disorders), cioè da disordini di pertinenza psichiatrica.

«Può anche essere - dice De Rose - che compaiano sentimenti negativi di colpa o di rimorso, se ancora la psiche e le emozioni sono integre. In questo contesto e solo a questo momento si concretizzano le richieste di aiuto sessuale del soggetto, che tendono a scomparire non appena sopraggiungono nuovamente tensione emotiva e tentazione di compiere un nuovo atto dannoso».

Nel giocatore d'azzardo la libido sembra fissarsi nella ricerca di una nuova forma di gratificazione, «dando vita a un loop infinito e sterile - dice lo psicologo romano Vincenzo Chiriacò - infatti quello che caratterizza e attrae il soggetto, non è solo il desiderio di realizzare una vincita, ma tutto il rituale che si struttura intorno: dal pensiero unidirezionale verso il gioco al momento in cui si schiaccia quel magico bottone dispensatore di forti sensazioni e di emozioni, delle quali spesso non si riesce più a fare a meno».

«Molte volte però
- interviene l'analista del comportamento Raffaella Longo - questo comportamento sembra un rudimentale tentativo del soggetto di trovare una via d'uscita a una situazione disfunzionale precedente».

Considerati questi presupposti e il parallelismo che esiste tra il rituale del gioco e il rituale del sesso, «dove in entrambi i casi il piacere non è dato solo dal raggiungimento dell'obiettivo (orgasmo e vincita) ma è il rituale stesso a rappresentare la fonte dell'appagamento, potremmo chiederci se il soggetto, con problemi nella sfera della sessualità tenti, a causa di questo fallimento, di spostare l'energia psichica in un campo limitrofo, come quello del gioco d'azzardo, in cui può trovare un illusorio appagamento che gli permetta di non percepire l'ansia e i vissuti depressivi alla base della sua condizione».

La raccomandazione degli esperti è quella di rivolgersi a specialisti del settore per affrontare sia problemi relativi alla sessualità che al gioco d'azzardo compulsivo.
 

Fonte foto: http://www.diregiovani.it/