Genova Anno VIII - n°49 - 08.03.2012 Pagine Nazionali

del 19/04/2012
Emorroidi: un trattamento chirurgico all’avanguardia

Stefania Bortolotti - redazione@clicmedicina.it   

Stefania Bortolotti

Perfezionato l’approccio chirurgico per la terapia delle emorroidi, grazie ad una nuova tecnologia a disposizione del chirurgo, chiamata “suturatrice meccanica circolare ad alto volume”. La nuova opzione tecnologica, riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale, determina importanti vantaggi per i pazienti: minore rischio di recidive, minor sanguinamento intraoperatorio, oltre a ridotti tempi di degenza e minor dolore rispetto alla chirurgia tradizionale.

“L’introduzione nella pratica clinica della suturatrice meccanica circolare ad alto volume consente al chirurgo da un lato la rimozione di una maggior quantità di tessuto prolassato, con la conseguente diminuzione del rischio di recidive, e dall’altro un sistema di sutura più efficace e meno emorragica, con riduzione delle complicanze postoperatorie”, commenta Giuliano Reboa, Chirurgo Colonproctologo presso la Casa di Cura San Camillo di Forte dei Marmi e inventore della nuova tecnologia, già Direttore di U.O. Complessa di Chirurgia Generale ad Orientamento specialistico colon-proctologico, A.O. Universitaria S. Martino di Genova e già Vicepresidente Nazionale Siucp.

Le emorroidi sono cuscinetti di tessuto vascolare, naturalmente presenti nell’organismo umano, che intervengono nel mantenimento della continenza fecale. In condizioni di normalità non danno problemi. A volte, però, si può verificare il prolasso della mucosa dell’intestino retto, che fa slittare verso il basso i cuscinetti emorroidari, che possono dar luogo a sanguinamenti, crisi dolorose e alterazioni della defecazione. Si parla in questo caso di malattia emorroidaria.

Si può intervenire sulla malattia con molteplici terapie, in virtù della gravità della patologia: rimedi naturali, terapie farmacologiche, pratiche ambulatoriali. Nei casi più gravi è necessario intervenire chirurgicamente. Le tecniche a disposizione sono la Ferguson e la Milligan-Morgan, entrambe con rischio di recidive intorno al 2%, tempi di degenza di 2-4 giorni, decorso estremamente doloroso e prolungato e la prolassectomia semplice con suturatrice meccanica con recidive 8-9% e tempi di degenza di 1-2 giorni.

Dal 2012 è disponibile in Italia un aggiornamento tecnologico, grazie all’utilizzo della nuova suturatrice meccanica circolare ad alto volume che, pur non modificando la procedura chirurgica standard di prolassectomia, ne coniuga gli aspetti positivi per il paziente: ridotto tempo di degenza e rischio di recidive drasticamente ridotto, a cui si aggiunge una migliore emostasi (minor sanguinamento).

Secondo i dati della Società Italiana Unitaria di ColonProctologia (Siucp) sono circa 3,7 milioni gli Italiani – il 7% della popolazione – che, soprattutto dopo i 50 anni, soffrono di malattia emorroidaria. Di questi, i pazienti eligibili per il nuovo approccio chirurgico sono quelli con emorroidi di II grado avanzato, III e IV grado e con prolassi rettali.

“La malattia emorroidaria è piuttosto diffusa nella popolazione italiana”, spiega Angelo Caviglia, Direttore della Struttura Dipartimentale di Colonproctologia, Ospedale San Camillo di Roma, “anche se l’entità esatta del fenomeno è difficile da definire, poiché molte persone che ne soffrono non si rivolgono al medico. Oggi è doveroso dare risposte nuove e precise a tutti i pazienti che temono questo tipo di intervento. Da gennaio ad oggi si stima che in Italia sono stati compiuti già 700 interventi con il nuovo dispositivo medico. Nel resto del mondo gli interventi già eseguiti sono oltre 5.000”.

Ad oggi la nuova tecnologia è stata già adottata da diverse strutture sanitarie tra cui: Casa di Cura San Camillo di Forte dei Marmi (LU), Ospedale San Camillo di Roma, Ospedale Civile Edoardo Agnelli di Pinerolo (TO), Ospedale IDI San Carlo di Nancy di Roma, Casa di Cura Sant'Antonio di Cagliari, Ospedale Civile di Castel San Giovanni (PC).

Tali strutture sanitarie condividono le nuove tecnologie chirurgiche e si adeguano ai più moderni standard di trattamento, seguendo le linee guida internazionali. Alcuni di questi centri si propongono anche come sedi di formazione permanente sulla chirurgia transanale staplerassistita, offrendo corsi teorico-pratici per chirurghi provenienti da ogni parte di Italia.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito web www.emorroidichefare.it.
 

Stefania Bortolotti

 

 

 






 
 
 
 

  



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