Nei
periodi invernali, in particolare in caso ondate di freddo eccezionale o
in mancanza di mezzi adeguati di riscaldamento, aumenta la necessità di
riscaldare gli ambienti e con essa il rischio di avvelenamento da
monossido di carbonio (CO), un gas altamente tossico, inodore, incolore,
insapore, non irritante e quasi impercettibile. Si tratta di
un’intossicazione prettamente stagionale causata dalla “cattiva”
combustione di carburanti contenenti carbonio che si genera all’interno
di impianti di riscaldamento difettosi, installati scorrettamente, o
quando vengono utilizzati dispositivi impropri, come i bracieri, o
camini mal funzionanti, particolarmente pericolosi se si concentrano in
ambienti chiusi come le stanze di una abitazione, garage o cantine.
L’intossicazione da monossido di carbonio è una delle cause più
frequenti di avvelenamento accidentale nei paesi industrializzati; tra i
soggetti più a rischio vi sono i bambini, le donne in gravidanza, gli
anziani e i cardiopatici. Presso il Centro Nazionale di Informazione
Tossicologica - Centro Antiveleni di Pavia dell’IRCCS Fondazione
Salvatore Maugeri, tra il 2007 e il 2010, sono state erogate annualmente
circa 400 consulenze per intossicazioni da CO. I soggetti trattati hanno
mediamente 32 anni e nel 20% dei casi si tratta di bambini sotto i 12
anni.
“Il monossido di carbonio - afferma la dr.ssa Valeria
Petrolini, tossicologo del Centro Nazionale di Informazione
Tossicologica-Centro Antiveleni dell'IRCCS Fondazione Maugeri - si
forma dalla combustione incompleta per carenza di ossigeno di composti
organici come metano, carbone, legname. Le conseguenze di
un’intossicazione da CO dipendono dalla durata di esposizione e dalla
concentrazione del gas inalato e possono essere lievi (cefalea, nausea,
vomito, stanchezza) o gravi (confusione mentale, perdita di coscienza,
sopore, coma, convulsioni, ma anche dolore toracico o cardiopalmo).
Concentrazioni elevate o esposizioni molto prolungate - continua la
dr.ssa Petrolini -possono essere letali; occorre fare molta
attenzione ai sintomi, da non confondere con quelli di altre patologie,
come intossicazione alimentare o sindrome influenzale: quando si
manifestano disturbi di qualunque tipo in un ambiente dove sono presenti
processi di combustione o quando si manifestano sintomi in più persone
nello stesso ambiente, è importante sospettare la presenza di monossido
di carbonio, quindi aerare subito l’ambiente e chiamare i soccorsi. La
terapia per gli intossicati è l’ossigenoterapia che, in molti casi, deve
essere fatta in camera iperbarica”.
Cause
-
impianti e apparecchi
riscaldanti inadeguati (es. bracieri) e mal funzionanti, vecchi o
installati scorrettamente (caldaie murali e scaldaacqua a fiamma
libera, stufe e caminetti)
-
processi di
combustione in ambiente povero di ossigeno
Cosa fare e non fare
-
provvedere a una
manutenzione regolare dell’impianto termico da parte di personale
qualificato
-
controllare
periodicamente i requisiti di sicurezza dei dispositivi, non
modificarli autonomamente
-
verificare la
pervietà e il tiraggio dei camini
-
non otturare le prese
d’aria e garantire un adeguato apporto di ossigeno nei locali
-
non utilizzare
bracieri e barbecue e generatori di corrente in ambienti chiusi
In caso di sospetta
intossicazione
Fonte
foto: http://www.italiasalute.it