È
italiano il primo studio clinico sull’impiego delle cellule staminali
multipotenti mesenchimali per il trattamento di alcune malattie
neurodegenerative tra cui la Paralisi Sopranucleare Progressiva (PSP),
malattia rara, considerata una forma di parkinsonismo grave.
Promosso dalla Fondazione Grigioni/Istituti Clinici di Perfezionamento e
dalla Cell Factory "Franco Calori" del Policlinico di Milano, lo studio
clinico di fase I ha l’obiettivo di valutare la sicurezza e l’efficacia
dell’impiego di cellule staminali multipotenti mesenchimali autologhe
(cioè provenienti dallo stesso paziente che poi le riceve) in soggetti
affetti da PSP e per i quali attualmente non esiste alternativa
terapeutica.
“Lo Studio già nella fase finale dell’iter autorizzativo presso
l’Istituto Superiore di Sanità - afferma Gianni Pezzoli,
Direttore del Centro Parkinson di Milano, Presidente dell’Associazione
Italiana Parkinsoniani (AIP) e Presidente della Fondazione Grigioni per
il Morbo di Parkinson - prenderà avvio entro due-tre mesi e vedrà il
coinvolgimento di una ventina di pazienti.
Questa sperimentazione clinica rappresenta un importante traguardo,
prima di tutto perché risponde ai bisogni dei pazienti affetti da questa
grave patologia, ma anche perché da un punto di vista medico-scientifico
apre nuove prospettive in termini di possibilità di trattamento delle
altre malattie neurodegenerative, a cominciare dalla malattia di
Parkinson.” Il disegno sperimentale clinico è molto rigoroso.
Appartenente al gruppo dei parkinsonismi, la PSP provoca una
degenerazione delle cellule nervose che fanno parte dei circuiti che
regolano automaticamente i movimenti (le vie extrapiramidali): i
pazienti presentano quindi principalmente lentezza nel compiere i
movimenti (bradicinesia), rigidità e compromissione dei riflessi che
permettono di mantenere l’equilibrio. La malattia è caratterizzata
inoltre da un sintomo particolare, ovvero dall’incapacità di muovere gli
occhi volontariamente, prima solo in senso verticale e poi anche in
altre direzioni a causa di un blocco (paralisi) delle vie nervose al di
sopra dei motoneuroni e dei nervi cranici (sopranucleare).
La PSP è una malattia particolarmente aggressiva: nel giro di 5 anni
dall’esordio in genere il paziente è costretto alla sedia a rotelle. La
PSP rappresenta il 3% dei parkinsonismi: ha una prevalenza di circa 6,5
casi per 100.000 abitanti ed una incidenza di 5,3 nuovi casi ogni
100.000 abitanti.
Ma come avviene praticamente il prelievo delle cellule staminali e
come verranno infusi i pazienti?
Le cellule staminali multipotenti mesenchimali verranno ottenute dal
midollo osseo dei pazienti stessi. Per prelevare il midollo osseo si
effettuerà un’aspirazione dall’osso del bacino, al cui interno è infatti
contenuto il sangue midollare, molto ricco di cellule staminali. Le
cellule verranno poi sottoposte ad una fase molto complessa e delicata,
in cui saranno mantenute in vitro in presenza di terreni particolari.
Applicando delle metodologie molto standardizzate, messe a punto dalla
Cell Factory “Franco Calori” del Policlinico di Milano, sarà possibile
ottenere cellule mesenchimali staminali multipotenti che, una volta
somministrate al paziente, svolgeranno la loro funzione biologica di
riparazione del tessuto cerebrale dei pazienti.
“Negli ultimi anni sono stati pubblicati alcuni lavori clinici in
aperto che suggeriscono che il trapianto autologo di cellule staminali
mesenchimali raccolte dal midollo osseo sia ben tollerato ed efficace
nei parkinsonismi. - precisa Rosaria Giordano, Direttore
Tecnico della Cell Factory "Franco Calori" del Policlinico di Milano -
Le cellule staminali somministrate riescono a raggiungere le aree
cerebrali colpite dalla malattia ed influenzano positivamente il tessuto
circostante, riducendo la morte cellulare. Ecco perché questa metodica
può risultare importante per riuscire a rallentare la progressione della
malattia e ridurre i sintomi in pazienti per i quali al momento non
esistono alternative terapeutiche”.
Nello studio italiano verranno arruolati venti (N=20) pazienti affetti
da Paralisi Sopranucleare Progressiva, con età superiore a 40 anni e che
non rispondono alla terapia farmacologica. Per l’inserimento nello
studio, i pazienti saranno attentamente identificati, caratterizzati e
valutati dai medici del Centro Parkinson degli Istituti Clinici di
Perfezionamento. Entro il primo anno dall’avvio dello studio si potrà
avere una prima valutazione a breve termine (a sei mesi dal trattamento)
su un primo gruppo di pazienti. La valutazione definitiva è invece
prevista ad un anno e mezzo dal trattamento.
“Ci auguriamo di ottenere presto dei risultati e offrire ai nostri
pazienti un’opzione terapeutica in più in completa sicurezza. -
continua Pezzoli - Questo anche con l’obiettivo di frenare un
certo turismo sanitario, che oggi coinvolge circa il 10% dei pazienti
affetti da PSP che si recano all’estero, principalmente in Germania, in
Cina o in Sud America, per sottoporsi a infusioni con cellule staminali
sia autologhe che eterologhe. A parte i costi piuttosto elevati (si
parla di tariffe che vanno dai 10.000 ai 40.000 euro per infusione) è
necessario ricordare che tali procedimenti sono nella maggior parte dei
casi non efficaci e soprattutto espongono i pazienti a rischi piuttosto
importanti, quali infezioni o encefalopatie, che sono dovute al fatto
che le procedure in genere non soddisfano neanche i minimi standard
sanitari.”
Fonte foto: http://www.wellme.it