Genova Anno VIII - n°44 - 14.01.2011 Pagine Nazionali

del 14/02/2011

Cheiroartropatia diabetica


Guido Rovetta - redazione@clicmedicina.it   

Prof. Guido Rovetta

La prima alterazione funzionale di importanza reumatologica evidenziabile nella mano diabetica è la perdita della iperestensibilità passiva alle IFP ed alle MCF. Si è voluto stabilire un valore soglia di 1800 alle IFP e di 600 alle MCF, ma è chiaro che occorre tenere in considerazione l'iperestensibilità precedente dello stesso soggetto, l'etnia e l'età attuale. Tale diminuzione dell'iperestensibilità, non dovuta ad altre ovvie patologie della mano, precede anche di anni l'insorgenza della cheiroartropatia diabetica conclamata e della contrattura di Dupuytren, con la loro presentazione in flessione e mancanza di dolorabilità e di dolore spontaneo. Questo è invece presente nel dito a scatto della tenosinovite volare diabetica, fatto che invita a distinguerla dalle alterazioni essenzialmente fibrosanti sopra richiamate.
L'attenzione va portata sempre alla spalla per la presenza quanto mai frequente di ridotta mobilità inizialmente non avvertita dal paziente perché non dolorosa. Progressivamente gli archi articolari della spalla si riducono, e questa ridotta escursione articolare più marcata può essere allora associata a dolore più o meno vivo.
Si configura in tal modo il quadro di una sindrome spalla mano diabetica generalmente bilaterale a cui fanno da substrato la retrazione capsulare e la retrazione della fascia palmare. Da notare che la limitazione funzionale della spalla, in contrasto con le comuni sindromi della cuffia dei rotatori risulta presente sia nel movimento attivo che in quello passivo e in tutte le direzioni del movimento [valutazione clinica ed ecografica]. La correlazione positiva fra durata della malattie e mano diabetica è un dato ormai acquisito.


Il ruolo patogenetico di un insufficiente controllo metabolico è generalmente ritenuto importante: per esempio la glicosilazione non enzimatica del collageno del quale vengono aumentati i legami crociati potrebbe essere un passo decisivo verso la fibrosi [http://tinyurl.com/5wesm9a]; si è inoltre sottolineata l'aumentata attivazione della via metabolica del polioli. Altre alterazioni fibrosanti sono ben note nel diabete e il fatto è indicativo dell'importanza patogenetica del dismetabolismo, a cui si affiancano disfunzioni regolative specifiche dei vari distretti anatomici nel condizionere gli aspetti anatomo clinici delle diverse fibrosi. Anche la microvasculopatia è comunemente ritenuta possibile fattore causale, ma mancano dimostrazioni sicure in merito.
Le unghie dei soggetti diabetici presentano componenti strutturali che non si ritrovano nelle unghie dei soggetti normali [http://tinyurl.com/5vo8hcn].
Trattamenti medici specifici di efficacia provata attualmente non ve ne sono. L'inefficacia degli antiflogistici riposa sulla mancanza di substrato infiammatorio. Sono state tentate l'inibizione della via metabolica dei polioli [http://tinyurl.com/67g543f] e, prima ancora, l'utilizzo generale o locale di sostanze sulfidrilanti per scindere i legami crociati [http://tinyurl.com/64xfhpl]. Al momento si deve raccomandare lo stretto controllo della condizione metabolica associato ad un intenso programma di chinesiterapia mobilizzante globale e analitica volta ad incrementare l'ambito articolare. Un'eccellente revisione sulla mano diabetica è reperibile al link [http://tinyurl.com/6kr4vyv].

Guido Rovetta
 

 

 






 
 
 
 

  



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