Genova Anno VI - n°38 - 12.05.2009 Pagine Nazionali

del 16/06/2009

 

Contraccezione maschile: in attesa dei contraccettivi ormonali, oggi con la vasectomia sicuri al 100%


Prof. Andrea Ortensi

Nel mondo la vasectomia è un metodo di sterilizzazione adottato da 42-60 milioni di uomini, in particolare in Paesi come la Nuova Zelanda, gli Stati Uniti, l’Olanda, la Corea del Sud, l’Australia e la Cina e scelto come sistema di controllo delle nascite dal 5% delle coppie.
In Cina, paese che rappresenta un quinto dell’intera popolazione mondiale e che deve intervenire per contenere l’incremento demografico, oltre il 50% delle coppie ha un partner sterilizzato con un rapporto uomo/donna che fino a qualche anno fa era quantificato 1 a 3. L’avvento della vasectomia di ultima generazione, minimamente invasiva e di rapida esecuzione, ha portato ad un sovvertimento di tale rapporto: 5 uomini per ogni donna che si sottopone a legatura tubarica (il corrispettivo femminile della vasectomia).

Giovanni Andrea Coppola

Al contrario in Italia, il ricorso a questo tipo di pratica è estremamente ridotto: secondo una ricerca effettuata dal dott Gianni Andrea Coppola del gruppo del Prof Andrea Ortensi di Roma, presso la banca dati online del Ministero della Salute, dal 1999 al 2005 sono stati registrati 653 ricoveri per sterilizzazione maschile. Gli interventi classificati come “vasectomia” sono 1.717 ma solo 397 le procedure indicate come “sterilizzazione dell’uomo”.


Lo sottolinea uno studio presentato in occasione del XXV Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia, svoltosi a Catania (10-13 giugno - Centro Congressi Le Ciminiere), realizzato dalla scuola del prof Andrea Ortensi, che mette in luce una situazione nella penisola particolarmente complessa legata a ragioni ideologiche e giuridiche.
Sebbene, infatti, negli ultimi anni la vasectomia sia stata riconosciuta come diritto individuale grazie al lavoro di diversi giuristi ed esperti di bioetica, continua ad essere percepita, soprattutto da chi non ne conosce le modalità, come un atto lesivo della virilità o come una “mutilazione chirurgica” in seguito alla quale non è più consentita una sessualità normale ed appagante.
Con l’intervento, infatti, non ci sono cambiamenti nel desiderio e nel modo di vivere il piacere, l’erezione resta immutata così come l’aspetto del liquido seminale ed è l’unico metodo contraccettivo maschile sicuro al 100%.
 

“La vasectomia è un intervento semplice ed è il sistema contraccettivo maschile più sicuro e con maggiore garanzia di efficacia – spiega il Prof. Andrea Ortensi, Presidente della Società Internazionale di Microchirurgia - consiste nella chiusura dei dotti deferenti, in modo da impedire agli spermatozoi di raggiungere lo sperma e fuoriuscire all’esterno; grazie all’utilizzo di nuove tecniche chirurgiche, l’intervento viene effettuato in anestesia locale senza incisioni significative e con una minore invasività. Dopo circa 30 minuti ed un’ora di osservazione il paziente può tornare a casa da solo. Infine, non tutti sanno che la vasectomia porta alla sterilità dopo circa 90 giorni ed è reversibile.”
A differenza degli interventi per il ripristino della sterilità, in Italia la vasectomia non è a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
“Sebbene il divieto di sterilizzazione sia stato abrogato nel 1978, non esiste tuttora alcuna regolamentazione giuridica organica, anche se la legittimità della vasectomia è stata sancita da numerose sentenze e il ricorso alla sterilizzazione è ritenuto giurisprudenzialmente lecito - spiega Giovanni Andrea Coppola, dell’UOC di Microchirurgia Generale – Sez. Microchirurgia Andrologica, Casa di Cura “Fabia Mater” – Un. Degli Studi di Roma “La Sapienza” – Resta inoltre netta discriminazione tra uomo e donna, dal momento che lo Stato si fa carico degli interventi di legatura tubarica ma non della vasectomia”.


Il coito interrotto e il preservativo, quest’ultimo utile nella prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse, restano le tecniche più utilizzate, nonostante abbiano tassi di gravidanza poco accettabili e che non consentono una libertà totale nel rapporto in termini di “naturalezza”.
I metodi ormonali, come iniezione o posizionamento sottocute di testosterone, sono ancora in fase di studio.
“In attesa degli studi a lungo termine sui contraccettivi ormonali, la vasectomia è attualmente il miglior metodo contraccettivo disponibile per l’uomo - precisa Vincenzo Gentile, Presidente della SIA – è un dovere del medico informare il paziente dell’esistenza e delle caratteristiche di questo sistema contraccettivo, che merita sotto tutti gli aspetti di diventare oggetto di una legislazione più chiara e di rientrare tra quelli che sono gli interventi sostenuti dal SSN”.

La Vasectomia
Una delle ultime tecniche chirurgiche, la “No Scalpel Vasectomy”, nasce in Cina nel 1974.
Viene effettuata senza bisturi in anestesia locale, facendo un piccola incisione nella cute scrotale per estrarre il dotto deferente che viene legato, reciso e occluso.
La vasectomia è reversibile con il ripristino della continuità dei deferenti (Vaso-vasostomia microchirurgica), che porta ad ottimi esiti se effettuato entro 8-10 anni dal primo intervento.
La sterilità non è raggiunta immediatamente dopo l’intervento ma a distanza di circa 90 giorni.
In passato si riteneva potessero esserci legami tra la vasectomia e il tumore alla prostata o a malattie sistemiche ma queste supposizioni non sono mai state confermate da nessuno studio scientifico.
John Herr, Direttore del Centro di Ricerca sulla Salute Contraccettiva e Riproduttiva dell’università della Virginia ha, a questo proposito, creato un kit post-vasectomia per il controllo della fertilità che si basa sugli anticorpi che si legano alla proteina SP-10: SpermCheck Vasectomy. Il test è approvato dalla Food and Drug Administration e negli Stati Uniti è già in commercio sul web.


Contraccezione mediante puntura di Testosterone
Uno studio, attualmente in fase III di sviluppo, effettuato dagli scienziati del National Research Institute for Family Planning di Pechino e pubblicato nel mese di maggio sul “Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism”, ha visto coinvolti 1.045 volontari maschi tra i 20 e 45 anni che nei due anni precedenti avevano avuto almeno un figlio con una partner di età compresa tra i 18 e i 38 anni. Lo studio, della durata di 30 mesi, ha dimostrato che un’iniezione contente 500 mg di testosterone al mese inibisce la produzione di spermatozoi, con un tasso di gravidanza tra l’1 -2%, simile a quello della pillola anticoncezionale femminile.
Il testosterone iniettato inibisce la produzione degli ormoni ipofisari che portano alla produzione degli spermatozoi.
Non sono stati rilevati effetti collaterali gravi, tuttavia sono necessari altri test per valutare gli effetti della terapia a lungo termine.


Associazione di un progestinico e di testosterone
È attualmente in corso uno studio condotto sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Si tratta di un progetto di ricerca che coinvolge circa 400 uomini di età compresa tra i 18 e i 45 anni in buono stato di salute.
Lo studio coinvolge 9 centri in diversi paesi: Germania, Regno Unito, Indonesia, Australia, Cile e India. In Italia è eseguito presso la Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Ospedale S. Orsola - Malpighi di Bologna.
L’obiettivo è quello di valutare l’efficacia di una nuova combinazione contraccettiva per l’uomo: 200 mg di un progestinico (Noretisterone Enantato) e 1000 mg di un androgeno (Testosterone Undecanoato). La combinazione deve essere somministrata tramite iniezione ogni 8 settimane per un periodo di circa 2 anni.
Questo metodo di contraccezione ormonale agisce inibendo la produzione di spermatozoi in modo reversibile senza effetti collaterali nocivi per la salute.


Dispositivo Intra Vas Device

È un sistema nato negli Stati Uniti, in California, e oggi sperimentato in Minnesota, Louisiana e Florida. Il dispositivo è formato da due impianti in silicone (simili a piccoli tappi), che vengono inseriti mediante un intervento di microchirurgia all'interno dei due dotti deferenti, i canali all'interno dei quali scorre lo sperma proveniente dai testicoli. Lo spazio tra i due dispositivi, che vengono ancorati alla parete del vaso con una sutura, è minimo: se lo sperma riesce a superare il primo blocco, è il secondo a intervenire per fermarlo.


Chiusura dei dotti deferenti mediante un telecomando
Nei laboratori dell'Università di Adelaide, in Australia, si sta sperimentando un metodo di chiusura dei dotti mediante l'ausilio di un telecomando. L'impulso dato dal controllo remoto è in grado di aprire e chiudere una micro-valvola non più grande della metà di un granello di riso, anch'essa inserita all'interno dei vasi.


Progetto di ricerca RISUG - Reversible Inhibition of Sperm Under Guidance
In India si sta sperimentando un metodo che utilizza una sostanza a base di anidride maleica e dimetilsolfossido iniettata direttamente nei dotti deferenti. Secondo gli studiosi, questa sostanza è in grado di agire bloccando da un lato il canale, dall’altro rompendo le membrane cellulari degli spermatozoi, che in questo modo non si possono unire all'ovocita della donna.

 

 






 
 
 
 

  



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