Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 24/12/2008

 

Caterina, il miracolo di Natale
Bambina nata priva di apparato digerente salvata al Gaslini


clicMedicina - Da www.Repubblica.it/ Genova 22/12/2008 Raffaele Niri

Felicità è la tua bambina che, dopo cinque giorni, fa la cacca. Felicità è poter passare l'indice sul pancino e sentirlo morbido e piatto. Felicità è guardare Caterina che ride, a tre giorni da Natale, quando a Pasqua nessuno le dava più di qualche ora di vita.

«Non avevo mai visto una cosa del genere, in trentacinque anni di carriera» racconta oggi il professor Vincenzo Jasonni, direttore del dipartimento chirurgico del Gaslini. E mostra le lastre di quel feto che, oggi, è Caterina. Chi ricorda i bimbi biafrani, occhi e pancia giganteschi e una aspettativa di vita lunga una manciata di giorni, può capire il dramma di Caterina, priva di apparato digerente. Quando i medici decisero di farla nascere comunque - alla trentatreesima settimana tenerla ancora nella pancia, e in quelle condizioni, sarebbe stato impossibile - la bimba pesava due chili e quattrocento: un chilo e quattro di bimba, un chilo di "marasma completo in pancia, un polpettone informe difficile da districare", come spiegano oggi i medici.

Il miracolo chiamato Caterina inizia quando la mamma, Maria Pennetta, 37 anni e due gemellini di tre anni, Mario e Paolo, va all'ultimo controllo dal suo ginecologo, a Brindisi. L'ecografia è agghiacciante: si vede questa bimba "biafrana" con questa pancia enorme, grossa come un melone. «E qui si vede l'intervento dell'angelo custode» scherza - ma mica tanto - Jasonni. Il medico di Brindisi aveva a sua volta una figlia che tanti anni fa venne operata dall'equipe guidata dal medico genovese. E' venerdì pomeriggio, un veloce giro di telefonate tra i medici e i genitori brindisini - lui fa l'avvocato, lei gestisce negozi di abbigliamento intimo in franchising - si mettono in macchina. Il sabato pomeriggio - "alla fine del viaggio di mille chilometri francamente non mi sentivo un fiore" racconta mamma Maria - sono a Genova, il lunedì mattina alle 7 già in corsia, al Gaslini.

Il secondo intervento dell'angelo custode è quello di chiamare a raccolta le eccellenze del Gaslini: la situazione è di "imbibizione fetale evidente", normalmente si tenterebbe una operazione disperata sul feto, o la va o la spacca. Tecnicamente un "drenaggio in utero". Possibilità di riuscita? "Francamente, pochissime".

Ci vuole la calma olimpica del professor Venturini di ostetricia, ci vuole la capacità professionale di una doppia equipe di anestesisti, e poi Jasonni e gli altri chirurghi pediatrici dell'ospedale pediatrico: la bimba viene fatta nascere il 10 luglio, i genitori decidono "di farla battezzare al volo, perché va bene avere fiducia nei medici, ma la situazione era evidentemente gravissima", racconta la mamma. L'addome viene svuotato, nell'intestino c'era un vero e proprio buco che viene "tappato" e poi inizia la ricostruzione paziente di tutti gli organi interni, "la separazione del polpettone" come la chiama il primario. La bimba prende peso, le tengono un tubicino esterno che fuoriesce dall'intestino, ma apparentemente è guarita. Torna a Brindisi dai fratellini ma alcune settimane fa ha una ricaduta improvvisa.

Nuovo viaggio della speranza verso Genova ma, questa volta, l'angelo custode sembra aver voltato le spalle: alla mamma viene vietato di salire sull'ambulanza con Caterina, i genitori provano a raggiungere la città con l'aereo ma c'è burrasca e i voli vengono tutti annullati. Ma tra la piccola e i medici del Gaslini ormai il feeling è totale, i genitori arriveranno già a nuova operazione effettuata. E anche questa volta non si tratta di un esaltare le capacità del singolo: sono le tante eccellenze del Gaslini a lavorare insieme, i radiologi e i gastroenterologi, il reparto di terapia intensiva e gli esperti di fibrosi cistica. E lì inizia quello che, scherzando, mamma Maria chiama "il conto alla rovescia della cacca. Siamo stati cinque giorni ad aspettare, cinque giorni che sembrava non passassero mai, nell'attesa di una prova provata che, dentro il pancino di Caterina, adesso fosse veramente tutto a posto". Ora che ci si può scherzare, ora che la piccola ride e butta indietro la testa, e afferra con le dita l'indice della mamma e si gira quando qualcuno entra nella stanza, ora che tutto è passato, diventa facile prendersi in giro sul "segnale tanto atteso" dall´intestino risanato.

«Attenzione, la vicenda di Caterina non è fantascentifica, è semplicissima buona medicina» ammonisce il professor Jasonni, l'uomo che ha sbrogliato l'intestino a Caterina e che ora si fa fotografare accanto a lei, come un nonno premuroso. A proposito, che conseguenze avrà la bambina da grande? «Per quanto possiamo saperne oggi, assolutamente nessuna - è la risposta - E se lo sviluppo sarà regolare potrà anche procreare». A mamma Maria, per adesso, basta abbracciare Caterina: «Per me buon Natale vuol dire veramente buon Natale».

 

 






 
 
 
 

  



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