Genova Anno VI - n°36 - 17.11.2008 Pagine Nazionali

del 04/12/2008

 

La rivincita del Punto G


Aldo Franco De Rose - da Salute - Repubblica del 04/12/2008

Ancora punto G, misterioso e controverso elemento femminile, nascosto tra le pieghe del corpo e della mente, inesistente per molti, che lo paragonano ad un "Ufo" dell'anatomia umana, e, per altri, una vera e propria entità in grado di dare piacere. Se ne è di nuovo discusso durante la settimana di scienza romana che ha unito l'8 congresso degli andrologi italiani (Siams) e il 5 di quelli europei, organizzati entrambi dal professor Andrea Lenzi, presidente della Società di Andrologia e Medicina Sessuale.


Mito o realtà
Il punto G è conosciuto come "punto della beatitudine" (Saspandana) dalla cultura tantrica, il "bottone" del piacere ai tempi di Aristotele, come "un'area della parete anteriore della vagina che si ingrossa durante la stimolazione sessuale" dal sessuologo tedesco Ernst Grafenberg, da cui prese il nome. Ma la notorietà internazionale, assieme alle polemiche, arrivò con il best-seller "The G Spot". Masters e Johnson furono i primi a dire che il punto G è solo "un mito". Per Terence Hines, psicologo americano, il punto G è l'"Ufo" della ginecologia. Ma ora arrivano deduzioni di segno opposto: il professor Emanuele Jannini, dell'Università dell'Aquila, assieme al professor Andrea Lenzi, lo ha addirittura fotografato in una zona della parete anteriore della vagina, al di sotto dell'uretra, nel punto di congiunzione tra il primo e il secondo terzo della vagina, proprio dove Grafemberg lo aveva individuato. Qui sono state reperite numerose ghiandole di Skene, la cosiddetta prostata femminile, con un alto livello di fosfodiesterasi di tipo 5, il principale mediatore chimico dell'erezione maschile.


"Quando stimolato si gonfia fino ad assumere la forma di una piccola massa lievemente sporgente", dice Andrea Lenzi, "e continuando, l'utero comincia a contrarsi fino a produrre un orgasmo particolare, accompagnato dalla produzione di liquido chiaro che le analisi hanno rivelato essere simile a quello prostatico. Per questo si pensa che si possa trattare di un abbozzo di prostata, presente anche nelle donne".


Nuova ricerca
Sembra che le donne provviste del punto G siano più di quanto previsto. Il professor Emanuele Jannini annuncia che "a breve partirà uno studio multicentrico europeo" per verificare l'incidenza del punto G nelle donne. Ma alla domanda di come, in pratica, lo si possa scoprire, Jannini risponde: "Il primo strumento terapeutico per una donna è... lo specchio. Ma il vero punto G è nel cervello: la vagina, il clitoride sono solo le porte del piacere. Solo quando ci sono dubbi e incertezze c'è l'ecografia. Altrimenti basta la passione".
 

 

 






 
 
 
 

  



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