Il
crescente numero di coppie che si trova ad affrontare il frustrante
problema dell’infertilità, ha portato la ricerca a studi sempre più
approfonditi sulla possibile radice del problema.
Non può essere l’esito positivo di un semplice spermiogramma, senza
nemmeno un accurato studio morfologico, a giustificare il fatto che la
sola donna venga sottoposta ad indagini diagnostiche strumentali,
talvolta invasive sia dal punto di vista fisico che psicologico;
infatti,dietro ad una infertilità inspiegata o a una poliabortività
(naturale o dopo fecondazione assistita), potrebbero celarsi seri
problemi non solo a livello della forma (Figura 1) ma anche del
DNA degli spermatozoi.
Un
elevato indice di frammentazione del DNA nel liquido seminale, come si
evidenzia in numerosi lavori scientifici, può influenzare negativamente
la fecondazione, aumentare il tasso di abortività, il rischio di
malformazioni e malattie genetiche dell’embrione, e potrebbe
incrementare l’incidenza di alcuni tipi di tumore.
Quanto tengono conto di questo, i ginocentri che contribuiscono a
“colpevolizzare” la donna per una mancata gravidanza, ignorando
completamente il contributo maschile?
La gravità di tali conseguenze, ha un peso maggiore in coppie che tante
speranze hanno investito in una procreazione assistita: immaginate cosa
può significare per la coppia, e soprattutto per la donna, un aborto
dopo tanta fatica per ottenere la gravidanza?
Nonostante la valutazione della forma e dell’integrità genetica del
gamete maschile sono ormai considerate in ambiente andrologico un
indicatore della capacità procreativa dell’uomo, tali parametri sono
ancora purtroppo sottovalutati nei centri di PMA. Essi dovrebbero invece
essere i primi a essere valutati, naturalmente sotto la guida dell’andrologo
clinico, a maggior ragione se alle coppie si prospetta una fecondazione
assistita per una patologia maschile.
Un elevato indice di frammentazione del DNA è molto più frequente di
quanto si possa immaginare, poiché effetto diretto dell’azione dei
radicali liberi e quindi dello stress ossidativo, indotto da svariate
cause:
Esposizione ad agenti tossici, quali inquinamento, pesticidi, sostanze
chimiche o computers portatili sulle gambe;
Interventi medici, quali chemioterapie, radioterapie e cure
farmacologiche;
Patologie quali febbri elevate, infezioni, leucocitospermia, varicocele
e tumori;
Età avanzata ed errati stili di vita, quali obesità, alimentazione
squilibrata, inquinamento alimentare, fumo, alcool e droghe.
Sono state messe a punto numerose tecniche per la valutazione della
frammentazione; tra queste, la tecnica SCD, utilizzata presso il centro
Tecnomed (Nardò – LE), consente di valutare il rapporto tra
spermatozoi frammentati e non grazie all’ausilio di software avanzati in
grado di rendere la determinazione quanto più precisa e dettagliata
possibile (Figura 2).
Come ha sempre sostenuto il Prof. Lamberto Coppola, il
laboratorio di seminologia non mira solo a valutare morfologia, numero e
motilità degli spermatozoi perchè “la vera qualità delle cellule
della riproduzione nasce dalla loro anima, cioè dal codice genetico”.
Centro Medico BiologicoTecnomed
Nardò-Lecce
www.centrotecnomed.it
Figura
1:
Esempio di analisi morfologica eseguita con tecnica computerizzata
SCA
A – Spermatozoo normale
B – Spermatozoo angolato
C – Spermatozoo amorfo
D – Spermatozoo avvolto
E – Spermatozoo amorfo e angolato
F – Spermatozoo aflagellato
G – Spermatozoi senza acrosoma in soggetto
globulozoospermico
Figura
2:
Analisi del grado di frammentazione degli spermatozoi