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I medici specializzandi di nuovo sul piede di guerra

Fabrizio Gallo - Medico Specializzando - gallofbr@libero.it 

In queste ultime settimane, gli specializzandi di tutta Italia si stanno mobilitando per raccogliere adesioni e intraprendere un ricorso per la mancata applicazione della fatidica legge 368.

Nei prossimi giorni inoltre è previsto una serie di scioperi nazionali degli specializzandi con numerose manifestazioni e cortei per dare voce ancora una volta alle loro giuste richieste.

Attualmente i medici specializzandi in Italia sono oltre 30.000. Si tratta, cioè, di giovani laureati in Medicina e Chirurgia che studiano per diventare chirurghi, cardiologi, ginecologi di domani. Prestano servizio presso gli ospedali di tutta Italia dove svolgono quotidianamente ogni attività legata all’assistenza del malato, ma anche un ruolo fondamentale nella collaborazione alla ricerca scientifica. Lavorano almeno 40 ore settimanali ma a volte arrivano a settanta ore con turni di 24 ore continuative, guardie notturne e festive. Ogni giorno si espongono al rischio di contrarre malattie a trasmissione sanguigna (epatite C, HIV) e pagano un errore con denunce e richieste di risarcimento esattamente come i loro colleghi “più anziani” assunti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Dal 1991 la retribuzione dei medici specializzandi si basa su una borsa di studio di circa 10500 euro l’anno. Tale quota non prevede contributi previdenziali né la tutela per la malattia o la maternità, tanto meno il riconoscimento degli straordinari. Nella maggior parte degli altri paesi europei tali diritti sono invece riconosciuti da 20 anni. La legge che li garantirebbe in Italia esiste da tre anni (Dlgs 368/99) ma non è mai stata applicata. Essa prevede la stipula di “contratti di formazione lavoro” in modo tale da rendere possibile un adeguamento della condizione degli specializzandi italiani alle regole europee.

Anche quest’anno, le aspettative dei giovani medici sono state puntualmente deluse in quanto  secondo quanto secondo il decreto ministeriale firmato recentemente dal Ministro della Pubblica  Istruzione  la legge 368/99 non entrerà in vigore mentre viene confermata la disciplina delle borse di studio. Ancora una volta, quindi la figura dello specializzando rischia di rimanere un ibrido, a metà strada tra il dottore vero e lo studente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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