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Dialogo nel buio: una mostra che non mostra

Silvia Robiglio - silviarobiglio@clicmedicina.it 

Chiudete gli occhi e provate ad immaginare come sarebbe la vostra vita senza il prezioso “senso della vista”, immaginate poi di trovarvi completamente al buio: l’unica vostra guida potrebbe essere proprio un non vedente perché riuscirebbe meglio di voi a percepire suoni, sensazioni, odori che spesso passano in secondo piano per noi vedenti.

Per approfondire quest’esperienza potete visitare, fino al 16 febbraio 2003 “Dialogo nel buio” una mostra, al Palazzo Reale di Milano, per imparare a vedere senza la vista. E’ un percorso guidato completamente al buio, della durata di circa un’ora, accompagnati da una guida non vedente. Dopo un primo momento di naturale smarrimento, vi accorgerete che c’è tutto un mondo da scoprire con tutti i sensi, e vi sentirete rassicurati dalla vostra guida che vi porterà attraverso i suoni della natura e della città, fino ad arrivare ad un bar nel quale avviene il “dialogo nel buio”, un momento di condivisione – rigorosamente nelle totale oscurità- delle sensazioni provate. 

All’uscita, tornati alla luce vi accorgerete di quanto sia ugualmente intensa la realtà della guida rispetto alla vostra, così esasperatamente basata sull’immagine.

Il messaggio che si vuole dare è “Impara a vedere com’è il mondo di chi non vede, impara a risvegliare i tuoi sensi: olfatto, gusto udito, ma soprattutto il cuore, il sesto senso che a volte gli uomini non usano”.

Questa mostra non vuole “mostrare” ma sovvertire completamente i ruoli abituali ed abbattere i pregiudizi e la superficialità che spesso ci rendono ciechi anche se vedenti.

Avete, per esempio, mai pensato a come potrebbe navigare in rete un non vedente? Noi ci riusciamo perché le pagine web hanno dei colori differenti tra sfondo e testo/immagini, se questo non ci fosse dovremmo ricercare col mouse link o parole ma avremmo sicuramente notevoli problemi, i non vedenti, invece non accedono alle informazioni mediante il monitor, ma attraverso un'uscita tattile come il display Braille o un'uscita audio, come il sintetizzatore vocale.

Quando ci troviamo di fronte una pagina web la vediamo subito nel suo complesso, i portatori di handicap visivi, invece, devono “scomporla” nelle varie parti attraverso  il tasto TAB e le frecce direzionali (anche a seconda del programma screen-reader, cioè lettore di schermo che utilizzano), accedono, in maniera sequenziale, ad un elemento per volta, un testo, una voce di menù, una porzione di immagine. I disabili visivi non percepiscono le immagini in quanto tali, ma in quanto racconti o descrizioni delle stesse: mediante la sintesi vocale o il braille, accedono all'equivalente testuale dell'immagine (si tratta dell'attributo ALT del tag delle immagini).

I colori rivestono, invece, un ruolo fondamentale per gli utenti con difficoltà di percezione cromatica. Questo tipo di ipovedenti utilizza il monitor come dispositivo di uscita dell'informazione, ma ricorre a particolari accorgimenti quali la scelta di specifiche combinazioni di colori. Per loro la funzione personalizzazione dello schermo (attivata dal click sull'"interruttore") non soddisfa esigenze estetiche, ma è al servizio dell'accessibilità.

Provate allora a visitare il sito della mostra, nel quale il "colpo d'occhio" è negato anche all'utente vedente >>>www.dialogonelbuio.it

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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