Anno II - n°16 - 14.02.2005 Pagine Nazionali

   


Il disagio “del maschio”: una nuova sindrome


Francesca Fulceri - francescafulceri@clicmedicina.it

Il messaggio trasmesso dalla cultura contemporanea, apparire ad ogni costo, spinge gli individui a sostituire il rispetto verso il prossimo e l’intimità, con la competitività e la prevaricazione.
La società moderna eccita fantasie e aspettative irreali che rappresentano il modello verso il quale protendere per sentirsi realizzati. L’uomo di oggi “deve” desiderare solo donne estremamente belle, che pur di esaudire questo desiderio sono pronte a sacrificare il loro benessere fisico ed emotivo. L’identità personale, la capacità di vivere relazioni “vere” e provare sentimenti come il rispetto per il partner, sono messi in secondo piano rispetto alla necessità di mettersi in mostra (Giusti, Fusco, 2002; Dèttore, 2001).
L’attività sessuale, assume significati diversi negli uomini e nelle donne. Le donne, che solitamente associano il sesso al coinvolgimento affettivo, si rivelano favorevoli a coinvolgersi in relazioni sessuali che possano aumentare l’intimità affettiva del rapporto stesso. Gli uomini, invece, associano il sesso a un coinvolgimento meramente fisico e casuale e tendono al rapporto sessuale soprattutto per il piacere dell’atto in se stesso (Allgeier, Royster, 1991).
Anche le loro fantasie si confermano più fisiche, dominate da immagini visive, dove le caratteristiche corporee e i genitali del partner acquistano un ruolo rilevante senza ulteriori connotazioni affettive.
La loro immaginazione mostra soprattutto caratteristiche voyeuristiche, poligamiche, orogenitali, feticistiche, iniziatiche, di coazione attiva.
Le rappresentazioni mentali scorrono molto velocemente fino al raggiungimento dell’orgasmo (Crepault, 1981; Fossi, Mascari, 2001).
Tutto ciò ha portato ad individuare e diagnosticare le difficoltà che molti uomini, (sia storicamente sia attualmente), riscontrano nel cercare di stabilire relazioni basate sull’amore, su una vita emotiva intima, su esperienze sessuali gratificanti, come Centerfold Syndrome (CS). Questa sindrome è stata definita da Brooks (1995; 1997) attraverso l’osservazione del comportamento di molti uomini che dimostravano una sessualità non relazionale.
C’è la necessità di rompere con le convenzioni e i riconoscimenti per favorire la libertà da condizionamenti fortemente stereotipati che impediscono l’emergere dell’individuo.
Bisognerebbe ricominciare a considerare il percorso che due individui intraprendono per conoscersi realmente come primo passo verso uno scambio profondo tra individui, uomini e donne. (Giusti, Fusco, 2002)
 






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