Anno II - n°16 - 14.02.2005 Pagine Nazionali

   


L’evoluzione dei rapporti interpersonali nel mondo “maschile”


Francesca Fulceri - francescafulceri@clicmedicina.it

L’implicazione dei rapporti interpersonali, risulta essere una componente fondamentale e quotidiana nella vita dell’essere umano. Man mano che cresce egli entrerà in contatto con ulteriori individui dai quali riceverà conferme positive o negative circa il suo “essere” che lo stimoleranno nella costruzione della propria identità, della visione di sé e dell’ambiente che lo circonda. Se queste relazioni risultano alterate o deteriorate potrebbero dare origine a comportamenti indubbiamente disturbati, ma che costituirebbero per l’individuo l’unica condizione “funzionale” per non rimanere schiacciato dalla sofferenza e dalle difficoltà. Si pensa ormai da tempo che le manifestazioni somatiche di un malessere psichico possono considerarsi, in effetti, “tentativi di sopravvivenza”disfunzionali.
Gli stereotipi culturali hanno sempre sostenuto che il maschio, fin dalla nascita, sia più forte e robusto della femmina e che sia poi da adulto più attivo e vivace. (Panier Bagat, Castaldi, 1984).
L’influenza degli stereotipi culturali condiziona fin dai primi mesi di vita l’atteggiamento adottato dai genitori nei confronti di un figlio maschio o di una figlia femmina. Dall’osservazione delle interazioni tra genitori e neonato Lewis (1976) aveva notato che nei primi sei mesi di vita sono i figli maschi a beneficiare di un maggior contatto fisico con i genitori, che poi tende a modificarsi con la crescita. I maschi, infatti che fino al quel momento beneficiavano di un rapporto molto ravvicinato con la madre, venivano poi incoraggiati ad allontanarsi più precocemente delle femmine. Questo atteggiamento trova una spiegazione nel fatto che le madri, probabilmente spinte da motivazioni culturali, vedono il figlio maschio più incline all’autonomia e all’esplorazione. Il contatto fisico negli uomini, infatti, assume, quando sono più grandi, connotazioni più aggressive (sport, manifestazioni di forza con scontri fisici) e relegate alla sfera della sessualità. Non è difficile trovare uomini che presentano, reazioni di imbarazzo o addirittura rifiuto di fronte a contatti troppo intimi preferiti invece dalle donne. Possiamo affermare che aderire al ruolo maschile così come ci viene proposto richieda uno sforzo di rimozione degli aspetti emotivi legati alla dipendenza, la passività, debolezza, emotività che per molti presenta un prezzo molto alto da pagare.






 Approfondimenti

 

Torna all'articolo principale:



Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati