Padova. “Servizio di diagnosi, cura e presa in carico delle donne affette da vulvodinia

La vulvodinia è una patologia cronica molto diffusa e dolorosa che interessa 1 donna ogni 6. Colpisce il 15% della popolazione, con un picco di incidenza tra i 20 e i 40 anni. Per una diagnosi certa, a causa della complessità del quadro clinico, spesso trascorrono 2-5 anni da quando compaiono i primi sintomi – dolore e bruciore – a quando si può formulare una prognosi. “Proprio per questo abbiamo deciso di creare questo nuovo servizio, che si inserisce nel solco di una nostra delibera del 2022 con la quale avevamo voluto mettere al centro tutta la tematica della procreazione assistita”, dichiara l’assessore regionale alla Sanità del Veneto, Manuela Lanzarin. “Nel corso del tempo abbiamo rafforzato sempre di più tutte le tematiche legate alla salute riproduttiva della donna, all’infertilità, all’oncoinfertilità. Abbiamo poi aggiunto altre patologie, come la più conosciuta endometriosi e la quasi sconosciuta vulvodinia che, come abbiamo visto, colpisce molte donne giovani e incide pesantemente sul loro desiderio di procreare, sui rapporti di coppia e sulla serenità psicologica. È stato fatto un bel lavoro di squadra tra Regione, Azienda e l’Associazione Brelù di Bassano, che ebbi modo di conoscere e che invitai a rivolgersi qui a Padova anziché, come stavano facendo, a strutture fuori Regione”, prosegue. “Il risultato lo vediamo oggi, già ottenuto, perché la prima paziente è stata presa in carico il 04 aprile scorso. Anche in questo caso – afferma ancora Lanzarin – si conferma una delle maggiori strategie della sanità veneta, che riguarda il massimo impegno nei confronti della salute della donna a 360°.”

L’ambulatorio assicura un percorso di cura multidisciplinare con la presenza di un Ginecologo e un’Ostetrica, di uno Psicologo, di un Fisiatra e un Fisioterapista, di un Ginecologo esperto in Medicina della Riproduzione. Inoltre ci sono a disposizione delle pazienti 2 attrezzature all’avanguardia: il sistema di radiofrequenza uroginecologica Ophelia e il sistema di elettrostimolazione e biofeedback Liberty, che hanno richiesto un investimento di 48.500 euro. La UOSD PMA si occupa anche di ricerca; 2 gli studi clinici attualmente in corso: uno incentrato su microbiota, microbioma e vulvodinia; uno che indaga la qualità di vita delle pazienti con vulvodinia.