Osteoporosi, ne soffrono 4,5 milioni di italiani

1514

Strategie di prevenzione e cura dell’osteoporosi, malattia delle ossa che colpisce circa 4,5 milioni di italiani, dei quali 2 su 3 sono donne. Ne hanno discusso gli specialisti a Parma, in occasione della X edizione dell’OsteoDay, realizzata con il patrocinio dell’Università di Parma e il contributo di Chiesi Italia. La patologia, in costante aumento a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, interessa in Emilia Romagna il 21,4% della popolazione sopra i 65 anni.

L’osteoporosi è causata da un progressivo indebolimento del tessuto che compone le ossa, con conseguente aumento della fragilità dello scheletro e del rischio di fratture, anche a seguito di minimi traumi. A causa dell’osteoporosi, in Italia si stimano ogni anno 90mila fratture a carico del femore, che colpiscono gli over 50, mentre oltre il 20% degli ultra 65enni di entrambi i sessi è interessato da fratture vertebrali. In Emilia-Romagna si registrano oltre 6mila fratture all’anno dovute a fragilità ossea. Nella maggioranza dei casi, queste complicanze causano perdita di autonomia e aumento del rischio di mortalità e di ospedalizzazione, con importanti implicazioni sanitarie e economiche.

“Le fratture sono la conseguenza più frequente dell’osteoporosi e costituiscono, tra gli anziani, una delle maggiori cause di mortalità, la cui incidenza è sovrapponibile a quella per ictus e carcinoma mammario”, spiega Bruno Frediani, professore associato di Reumatologia all’Università di Siena e responsabile scientifico dell’evento. “I trattamenti disponibili, in particolar modo i bifosfonati, che costituiscono la classe di farmaci più utilizzata, sono finalizzati alla riduzione del rischio di frattura, rallentando il progressivo riassorbimento dell’osso. Rivestono inoltre un ruolo fondamentale, soprattutto nei soggetti a rischio come le donne in menopausa, la diagnosi precoce e la prevenzione che si attua con un corretto stile di vita: praticare un’adeguata attività fisica, smettere di fumare e, dove opportuno, suggerire l’utilizzo di integratori alimentari a base di calcio e vitamina D.”