Osteoporosi maschile. A Modena il punto sulle differenze di genere nel metabolismo osseo

In un recente studio di real-world condotto presso l’Endocrinologia di A.O.U. di Modena – che ha analizzato i dati degli ultimi 20 anni di attività e che vede come primo autore la dott.ssa Sara De Vincentis – è emerso come, nella maggior parte dei circa 1.000 pazienti seguiti nel tempo, l’osteoporosi sia risultata secondaria a patologie endocrine; tra queste, le più frequenti sono l’ipogonadismo e la carenza di ormoni sessuali maschili, seguite da altre condizioni endocrine quali l’iperparatiroidismo e l’ipercortisolismo (sindrome e morbo di Cushing). Un dato particolarmente rilevante è che circa il 40% dei pazienti presentava già una frattura osteoporotica al momento della prima visita endocrinologica, sottolineando la necessità di una maggiore consapevolezza e di una diagnosi più precoce della malattia.

Il congresso Mister Bone, in programma venerdì 20 e sabato 21 marzo 2026 presso l’Auditorium Marco Biagi, è dedicato proprio all’osteoporosi maschile e alle differenze di genere nel metabolismo minerale.

OSTEOPOROSI MASCHILE

L’osteoporosi maschile rappresenta una condizione ancora sottodiagnosticata e non trattata adeguatamente. Sebbene meno frequente rispetto a quella femminile, negli uomini comporta un rischio significativo di fratture, spesso associate a maggiore morbosità, mortalità e perdita di autonomia. A incidere è anche una minore consapevolezza della malattia, che determina ritardi diagnostici e terapeutici. La patologia può insorgere anche in età giovane ed è spesso secondaria ad altre condizioni – come infezione da HIV, iperparatiroidismo primitivo e malassorbimento intestinale – o all’uso di farmaci. Un ruolo centrale è inoltre svolto dalle alterazioni degli steroidi sessuali e dagli stili di vita, tra cui alimentazione, attività fisica, consumo di alcol e fumo.

Nonostante i progressi, persistono disuguaglianze di genere: criteri diagnostici e evidenze terapeutiche risultano ben definiti per la popolazione femminile, ma ancora limitati per quella maschile. Anche la ricerca scientifica rimane prevalentemente focalizzata sulle donne. Il Congresso, organizzato dal prof. Vincenzo Rochira, nasce da un’attività clinica e di ricerca pionieristica sviluppata fin dai primi anni 2000 presso l’Unità Operativa Complessa di Endocrinologia della AOU di Modena, diretta dalla prof.ssa Manuela Simoni.