Osteoporosi e fratture, come proteggere i pazienti

2302

Tra coloro che soffrono di osteoporosi e hanno già avuto fratture, solo 2 pazienti su 10 sono curati in modo adeguato: per tutti gli altri è molto alto il rischio che una banale caduta o uno scivolone possa provocare una nuova frattura del femore, di un polso o di una vertebra. I dati OsMed Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali recentemente pubblicati dall’AIFA rivelano un quadro preoccupante: circa l’80% dei pazienti con frattura femorale o vertebrale da fragilità, oppure in trattamento cronico con glucocorticoidi, non ha né una diagnosi corretta né un adeguato trattamento farmacologico. In totale si stima siano 1 milione e 200mila gli italiani in questa allarmante situazione, per lo più anziani fragili che presentano già altri problemi di salute e che, con un trattamento efficace, potrebbero mantenere “in sicurezza” il proprio scheletro e avere dunque maggiori possibilità di una migliore qualità di vita con una buona autonomia. Critica la situazione anche per quanto riguarda l’aderenza alla terapia: dopo un anno, solo il 50% dei pazienti segue le cure prescritte.

Per affrontare in modo uniforme questa situazione preoccupante, le Società Scientifiche SIE, SIGG, SIMFER, SIMG, SIMI, SIOMMMS, SIR e SIOT, che rappresentano i medici che più di frequente sono chiamati a gestire e curare questi pazienti, hanno dato vita ad una Commissione intersocietaria che ha prodotto e condiviso nuove Linee Guida aggiornate sulla gestione dell’osteoporosi e delle fratture da fragilità che tutte le Società scientifiche si sono impegnate a diffondere capillarmente fra i propri associati. Il documento è stato presentato congiuntamente a Roma il 27 giugno nell’ambito del workshop “La Gestione Appropriata delle Fratture da Fragilità” con l’obiettivo di farlo diventare uno strumento di lavoro nella pratica clinica e tutelare così la salute di pazienti e anziani fragili. A tal fine sarà richiesta la validazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità e l’inserimento nel Sistema Nazionale per le linee guida (SNLG) consultabili sul sito dello stesso istituto. “Le nuove Linee guida condivise sono un obiettivo importante raggiunto dalla Commissione intersocietaria”, commenta il Coordinatore prof. Giancarlo Isaia, past president SIOMMMS. “La Commissione, infatti, si è formata con il preciso scopo di diffondere a una platea di oltre 30mila medici, concetti scientifici moderni e indicazioni pratiche riguardo alle modalità operative e di gestione dell’osteoporosi e delle fratture.”

“Solo insistendo su questi aspetti, creando maggiore conoscenza e cultura è possibile ovviare alle criticità con cui oggi ci confrontiamo”, commenta Claudio Marcocci, presidente SIOMMMS. “Indispensabile in tal senso formare i futuri medici e operatori: la SIOMMMS, oltre ad aver svolto, come atto iniziale della mia presidenza, un ruolo fondamentale nell’attivazione della Commissione, ha proposto e ottenuto che nei prossimi anni queste patologie vengano insegnate nel Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia sia a livello di scienze di base che nel triennio clinico”. L’iniziativa si aggiunge ai numerosi corsi di formazione post-laurea organizzati dalle Società Scientifiche.