Ospedale di Portogruaro: chirurgia mininvasiva con il robot

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“Definirlo un salto di qualità epocale credo non sia una esagerazione perché oggi posso presentare, con orgoglio, la più evoluta tecnologia al mondo per la chirurgia mininvasiva che fra poco vedrete in azione. Con questo robot l’Ulss4 può vantare una chirurgia di altissimo livello, equiparabile a quella degli ospedali Hub del Veneto. L’investimento economico è importante, 9,8milioni di euro in 4 anni, ma sarà ampiamente compensato dal migliore servizio fornito all’utenza. I nostri chirurghi offriranno un servizio qualitativamente ancora più elevato e proprio per questo motivo li avviso sin d’ora che dovranno compiere un ulteriore sforzo per soddisfare l’aumento dell’attività chirurgica che sarà determinata da questa straordinaria tecnologia. L’ospedale di Portogruaro da oggi è un polo chirurgico all’avanguardia”. Così il direttore generale dell’Ulss4, Carlo Beramezza, nel giorno di presentazione del nuovo robot chirurgico Da Vinci all’ospedale di Portogruaro.

La presentazione è avvenuta presso l’ex silos di Portogruaro, sede del distretto sociosanitario, con i chirurghi dell’Ulss4 in video-collegamento dal blocco operatorio ospedaliero per ragioni di sicurezza sanitaria in tempi di coronavirus. Il direttore del dipartimento chirurgico dell’Ulss4, Francesco Fidanza, unitamente ai direttori di Urologia, ORL e Ginecologia, Michele Amenta, Alessandro Abramo e Gianluca Babbo, ha effettuato una dimostrazione pratica del robot. “La nostra è una regione benchmark per la sanità nazionale che, anche in questa emergenza da coronavirus, ha dimostrato di essere un modello sanitario efficiente nel salvare vite umane e nel tutelare la salute dei cittadini”, dichiara il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “La chirurgia robotica è una nuova frontiera che il Veneto ha varcato con convinzione. Siamo l’unica regione in Italia ad avere il robot Da Vinci in ogni ospedale Hub ed ora, dopo averlo fatto a Bassano, diffondiamo la nuova eccellenza nella già eccellente sanità del Veneto Orientale. Lo spirito è quello di garantire uguale possibilità di cura alla comunità locale ma anche, trattandosi di una struttura sanitaria di confine, a un’altra regione.”

La chirurgia robotica è utilizzata come chirurgia mini-invasiva per interventi che richiedono un’elevata precisione, in particolare interventi su campo di piccole dimensioni; consente all’operatore di praticare un intervento chirurgico manovrando, a distanza, il robot. Rispetto alla chirurgia video assistita tradizionale il chirurgo è fisicamente distante dal campo operatorio e siede ad una consolle dotata di un monitor, dalla quale, attraverso un sistema complesso, comanda il movimento dei bracci robotici. A questi vengono fissati i vari ferri chirurgici, pinze, forbici dissettori, che un’equipe presente al tavolo operatorio provvede ad indurre nella cavità sede dell’intervento. L’impiego dei bracci meccanici ha il vantaggio di consentire una visione tridimensionale con un’immagine più ferma, e di rendere le manovre più delicate e fini anche perché gli strumenti sono articolati all’estremità distale.