Parti prematuri ridotti dagli omega3

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Con 15milioni di nati prematuri ogni anno nel mondo, i parti pretermine rappresentano una delle problematiche più difficili da prevedere. Un numero certamente importante che diventa un problema sociale di non poco conto, interessante quasi tutti i paesi. Per questo si guarda con interessa ai dati di una indagine condotta da Philippa Middleton, del Cochrane Pregnancy and Childbirth, e del South Australian Health and Medical Research Institute (SAHMRI), secondo cui l’assunzione degli omega3, a partire dalla 12a settimana di gestazione, ridurrebbe in maniera significativa l’incidenza dei parti prematuri. Dall’analisi dei dati, si stima che per le donne aumentare l’assunzione giornaliera di omega-3 in gravidanza riduca il rischio di parto prematuro (prima della 37a settimana di gravidanza) dell’11% (da 134 casi per 1000 parti a 119 per 1000). Inoltre, ridurrebbe il rischio di avere un parto molto prematuro (prima della 34a settimana) del 42% (da 46 per 1000 nati a 27 per 1000). Infine, diminuirebbe il rischio di avere un bebè molto sottopeso (meno di 2500g) del 10%. La dose ottimale di omega-3 è risultata essere di 0,5-1 grammi al dì (e almeno mezzo grammo di DHA) a partire dalla 12a settimana di gestazione.