Innovazione nel trattamento delle malattie intestinali croniche (MICI)

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Sono almeno 200mila le persone affette in Italia da malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), come la colite ulcerosa e la malattia di Crohn. Spesso invisibili agli altri, queste patologie hanno un impatto devastante sulla qualità di vita di chi ne soffre. L’esordio di queste patologie può avvenire infatti tra i 20 e i 30 anni, in uomini e donne in percentuale simile, nel fiore della propria “attività” sociale e lavorativa. È di recente approvazione da parte dell’AIFA la nuova formulazione sottocutanea di vedolizumab, farmaco biotecnologico a selettività intestinale, già disponibile nella formulazione endovenosa per il trattamento di pazienti adulti con colite ulcerosa o malattia di Crohn, attiva da moderata a severa. La nuova modalità di somministrazione del farmaco, in siringa o penna pre-riempita per iniezione sottocutanea, rappresenta una svolta per tutti i pazienti che erano abituati a doversi recare presso la struttura ospedaliera di riferimento per l’infusione. La nuova formulazione permette invece di ricevere le cure direttamente a casa o in studio medico, o di autosomministrarsi il farmaco dopo aver ricevuto un’adeguata formazione da parte dello specialista di riferimento.

I vantaggi legati alla nuova modalità di somministrazione di questo farmaco riguardano l’intero sistema salute. Dal punto di vista organizzativo ed economico, la possibilità di ricevere le cure direttamente a casa o in studio medico permette alle strutture ospedaliere di liberare risorse nei reparti, contribuendo a una netta riduzione dei costi sanitari.

“Gli eventi di quest’ultimo anno e mezzo, legati al COVID -19, hanno stimolato molti medici e pazienti a virare, per quanto possibile, dall’assistenza in presenza a tecniche di telemedicina per la gestione delle malattie infiammatorie croniche intestinali, spostandosi dall’ospedale al domicilio del paziente”, dichiara il dott. Marco Daperno, gastroenterologo e segretario generale della società scientifica IG-IBD. “La possibilità di sfruttare, per il trattamento, la via endovenosa per il minor tempo necessario, seguita da un regime di mantenimento con il trattamento sottocutaneo comodamente a casa, rappresenta un’innovazione importante che si inserisce proprio in questo trend terapeutico.”

“La nuova formulazione sottocutanea può avere un impatto positivo anche sui centri ospedalieri, liberandone spazio e risorse. Il paziente, autosomministrandosi il farmaco a domicilio previa opportuna formazione, lascerà infatti libere le poltrone dedicate alle infusioni a favore dei pazienti più idonei a continuare il trattamento endovenoso”, commenta il dott. Marcello Pani, direttore Farmacia Ospedaliera Policlinico Gemelli di Roma. “Tutto questo condurrà il clinico a una serie di riflessioni sulla riduzione dei costi indiretti e delle pressioni sulle organizzazioni ospedaliere. Considerando vantaggi, opportunità e costi diretti del farmaco, il clinico stabilirà su quali pazienti utilizzare questa nuova formulazione.”

Il parere positivo dell’AIFA si è basato sugli studi pivotali di fase 3 Visibile. “L’approvazione di una nuova formulazione di vedolizumab da parte di AIFA segna un passo avanti fondamentale verso una migliore gestione delle MICI, malattie invalidanti, croniche, che colpiscono uomini e donne di tutte le età. Takeda è impegnata da anni a fornire maggiori opzioni ai pazienti con colite ulcerosa e malattia di Crohn, che si adattino alle loro diverse preferenze”, afferma Alfonso Gentile, medical and regulatory director di Takeda Italia. “La disponibilità della penna e siringa pre-dosata rappresenta un’opzione di trattamento in più per gestire al meglio tali patologie, con notevole miglioramento della qualità di vita del paziente stesso. Vedolizumab diventa così l’unico farmaco originator approvato in Italia come terapia di mantenimento, disponibile sia in soluzione endovenosa?che?sottocutanea: un primato di cui siamo fieri.”