Neurochirurgia. Un aiuto dalla tecnologia 3D-4k per l’asportazione di un tumore esteso

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La tecnologia in ambito chirurgico guarda al futuro, così come Maria Cecilia Hospital, Ospedale di Alta Specialità di GVM Care & Research accreditato con il SSN, che ha eseguito il primo intervento in Emilia Romagna utilizzando l’innovativa tecnica video-micro-chirurgica con microscopio digitale e telecamera orbitale 3D 4K ad approccio esoscopico per la rimozione di un esteso tumore cerebrale. Si tratta dell’unico dispositivo ad alta tecnologia con telecamera in posizionamento esterno al corpo umano ed esterna al sito chirurgico in grado di garantire lo svolgimento della pratica chirurgica mediante la riproduzione di immagini sullo schermo integrando un segnale 3D con profondità di immagine a una risoluzione in 4K, consentendo un forte ingrandimento anche di minuscoli dettagli anatomici.

Una giovane donna romana di 40 anni era affetta da un meningioma a clessidra che si era sviluppato tra il cervello e il cervelletto, occupando gran parte dell’encefalo sinistro, dove sono collocati i centri della parola e dell’equilibrio. Il rischio per la paziente era di sviluppare attacchi epilettici, deficit di linguaggio e motori agli arti della parte destra del corpo. Data la particolare posizione e conformazione della neoplasia, risultava fondamentale individuare la terapia chirurgica più indicata.

La tecnologia di ORBEYETM (Olympus Medical Systems Co.) in sala operatoria ha consentito di ingrandire il campo operatorio su un monitor da 55” con immagini in 3D e risoluzione 4K; il braccio elettroattuato su cui è montata la telecamera ha consentito movimenti più liberi al chirurgo e una maggiore precisione nell’asportazione della neoplasia. La donna è stata seguita dal team di Neurochirurgia del Maria Cecilia Hospital. L’équipe ha visto la collaborazione del dott. Alberto Delitala, del dott. Ignazio Borghesi, del dott. Fabio Calbucci e del dott. Riccardo Draghi. “La paziente si è rivolta a me in seguito ad una crisi epilettica”, racconta il dott. Alberto Delitala, specialista in Neurochirurgia presso le strutture di GVM Care & Research. “Individuata la neoplasia, invece di procedere ad un’asportazione radicale in un solo tempo di un tumore molto voluminoso, con un rischio notevole per la paziente, abbiamo preferito suddividere l’intervento in due tempi, una scelta forse più faticosa e dispendiosa ma certamente la migliore per la qualità della vita della donna”, spiega Delitala. Il primo intervento ha permesso la rimozione della porzione posteriore del tumore che poggiava sul cervelletto e successivamente, con il secondo intervento, è stata rimossa la massa tumorale rimanente che comprimeva il lobo temporale sinistro, operazione delicata, ma agevolata dall’utilizzo dell’ORBEYETM e della video-micro-chirurgia. “Il risultato per la paziente è stato particolarmente favorevole: a pochi giorni dall’intervento la signora sta bene e non ha nessun residuato neurologico, ovvero non presenta alcun deficit.”

L’intervento di rimozione completa del meningioma ha avuto un ottimo esito, la paziente è uscita dalla Terapia Intensiva il giorno successivo potendo rapidamente essere dimessa e riprendere la propria quotidianità. Si è trattato di un intervento senza precedenti, possibile grazie alla combinazione di una tecnica più tradizionale per la prima parte e poi, per la rimozione nell’area più delicata durante il secondo intervento, di una chirurgia particolarmente sofisticata e delicata grazie al microscopio digitale esoscopico 3D 4K. “Se 50 anni fa la promessa della chirurgia era il microscopio con le ottiche, nei prossimi 50 anni saranno le telecamere con le immagini video”, commenta il dott. Ignazio Borghesi, responsabile dell’Unità Operativa di Neurochirurgia a Maria Cecilia Hospital. “Stiamo andando verso un futuro in cui la microchirurgia sarà associata sempre più alla realtà virtuale aumentata. Tutto ciò permette maggiore precisione in sala, una riduzione del rischio chirurgico e dei margini di errore, aumentando la qualità della vita e la sopravvivenza del paziente. Inoltre facilita la didattica grazie a immagini 3D in diretta senza la latenza degli strumenti in digitale, mostrando a chi è in sala operatoria i dettagli dell’intervento e dell’area anatomica interessata in tempo reale, permettendo più partecipazione e potenzialmente anche la formazione da remoto.”