Neonatologi SIN: “Approccio di comunicazione strutturata tra équipe sanitaria e neogenitori”

“Grazie alle attività di ricerca e all’innovazione tecnologica, la Neonatologia ha prodotto risultati straordinari in termini di sopravvivenza e di qualità della vita, anche per i neonati pretermine più fragili, di peso inferiore a 1.500 g o nati prima di 24 settimane di gestazione”, si legge in un comunicato della Società Italiana di Neonatologia SIN. “La Terapia Intensiva Neonatale è un luogo complicato e difficile non solo per i neonati e le loro famiglie, ma anche per tutto il personale sanitario, che affronta situazioni nelle quali l’imprevisto e l’inaspettato sono sfide continue, così che stress e rischio di burnout accompagnano il lavoro quotidiano, nella consapevolezza che una diagnosi ed un intervento tempestivo possono fare la differenza tra la vita e la morte, tra una vita di qualità e una vita senza qualità.”

In occasione del XXIX Congresso Nazionale, recentemente svoltosi a Napoli, la SIN evidenzia alcune delle problematiche quotidianamente affrontate all’interno di questo “microcosmo”, e che oltre alla professionalità richiedono una giusta strategia di comunicazione. La gestione degli eventi epidemici in TIN; la rianimazione del neonato estremamente pretermine; il neonato con shock o la prevenzione e il trattamento della broncodisplasia – spiegano gli esperti SIN – rappresentano solo alcune delle situazioni in cui l’intervento tempestivo da un lato e le strategie di prevenzione dall’altro possono fare la differenza in termini di morbilità e mortalità. “Il Neonatologo e tutto il personale delle TIN, sempre più spesso devono interrogarsi su quando sia appropriato non iniziare o interrompere trattamenti medici, perché futili e non orientati al miglior interesse del bambino e della sua famiglia”, dichiara il dott. Luigi Orfeo, presidente SIN. “Diventa perciò essenziale mettere in atto una opportuna strategia di comunicazione tra equipe sanitaria medico-infermieristica e genitori con un adeguato counselling già, quando possibile, dalla sala parto. Il best interest per il neonato è ciò che deve orientare e guidare tutte le scelte di noi neonatologi, operando nel pieno rispetto dei suoi diritti e della sua dignità, privilegiando la migliore qualità di vita possibile e individuando le cure più appropriate, evitando ogni sorta di futile accanimento.”