I neonatologi chiedono nuovi strumenti per migliorare le cure. Le rassicurazioni di Speranza

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“Per costruire un Servizio Sanitario Nazionale più forte, più radicato, più prossimo ai cittadini, dobbiamo rafforzare e migliorare, laddove necessario, la qualità dell’assistenza e delle cure ed iniziare dai più fragili, i neonati, che dobbiamo preservare e tutelare perché costituiscono la base del nostro futuro. Gli Standard Organizzativi per l’Assistenza Perinatale e gli Standard Europei per la Salute del Neonato realizzati dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN) vanno esattamente in questa direzione e costituiranno per noi delle fondamentali linee di indirizzo da seguire.” È quanto dichiara il ministro della Saluta, Roberto Speranza, in occasione della presentazione dei 2 importanti documenti SIN, presso l’Auditorium Cosimo Piccinno: punto di partenza per costruire il futuro della Neonatologia italiana, “mirano a ridurre le disparità attualmente esistenti nell’organizzazione e nell’assistenza delle cure neonatali e il divario Nord-Sud ed aumentare la sicurezza alla diade madre/neonato”.

“Lasciamo questa sfida, insieme ad un importante bagaglio di conoscenza, in eredità al nuovo Consiglio Direttivo della SIN, che si impegnerà ad affrontare questo scenario così complesso con rigore scientifico e metodologico, con l’obiettivo di attuare gli standard organizzativi dell’assistenza perinatale e quelli assistenziali europei nei nostri punti nascita, per garantire la maggior sicurezza possibile alla diade madre/neonato”, afferma il past president SIN, Fabio Mosca. “Per noi neonatologi oggi è una data importante, portare in questa sede i nostri due documenti, ci fa essere ottimisti sulle decisioni che saranno prese nel prossimo futuro per la tutela di tutti i neonati italiani.”

“L’adozione e l’attuazione di questi nuovi Standard sono finalizzate a garantire omogeneità nelle cure per tutti i nostri bambini”, aggiunge Luigi Orfeo, presidente SIN. “Da questo punto di vista sarà strategica la collaborazione con le istituzioni centrali e regionali. Il PNRR rappresenta una grande opportunità per il SSN e per il rafforzamento dei servizi legati al percorso nascita e all’assistenza ai neonati più fragili, come i prematuri e quelli con patologie gravi.”

Il Libro sugli Standard Organizzativi per l’Assistenza Perinatale si propone di offrire – a tutti gli operatori impegnati nell’assistenza neonatale e ai decisori istituzionali – uno strumento che fornisca indicazioni e suggerimenti per gli aspetti tecnici ed organizzativi, utili per migliorare i contesti assistenziali e di conseguenza le prestazioni rese, con indicazioni e suggerimenti su risorse, strumenti da utilizzare ed obiettivi da raggiungere. Un progetto importante che arriva dopo 22 anni dall’ultima edizione dei Requisiti e Raccomandazioni per l’Assistenza Perinatale. Da allora, però, lo scenario assistenziale della gravidanza, del parto e della nascita ha subito importanti cambiamenti, che hanno riguardato non solo gli aspetti più squisitamente tecnici, ma anche quelli psicologici, sociali ed economici, richiedendo quindi un nuovo approccio organizzativo.

Gli Standard definiti per la riorganizzazione ed il miglioramento riguardano diverse aree: il modello Hub e Spoke in ambito perinatale; le risorse umane e gli strumenti per la valutazione dei fabbisogni della diade madre-neonato; i volumi di attività e risorse dei Punti Nascita di 1° e 2° livello, compresi il dimensionamento dello staff e le sue funzioni specifiche; la Care, con gli strumenti per la presa in carico del neonato e della sua famiglia e il Sistema di Trasporto, STEN (Sistema di Trasporto di Emergenza Neonatale) e STAM (Sistema Trasporto Assistito Materno). Il progetto, voluto da Mosca e coordinato dal dott. Rinaldo Zanini, ha visto la partecipazione delle principali società scientifiche dell’area materno infantile tra cui: la Società Italiana di Pediatria, SIP; la Società Italiana di Medicina Perinatale, SIMP; l’Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani, SIGO; l’Associazione Ospedaliera Ginecologi e Ostetrici Italiani, AOGOI; l’Associazione Ginecologi Universitari Italiani, AGUI; la Federazione Nazionale Ordini Provinciali Ostetriche, FNOPO; la Federazione Nazionale Ordini Provinciali Infermieri, FNOPI; l’Associazione Vivere Onlus, in rappresentanza dei genitori. Sono stati coinvolti come partner anche l’Università di Parma (Cattedra di Economia Aziendale), il Politecnico di Milano (Dipartimento Gestionale) e l’Università Bicocca di Milano (Cattedra di Statistica Medica).

Ogni anno nascono nel mondo circa 15milioni di neonati prematuri, in Italia oltre 30mila, il 6,9% delle nascite, tasso che è aumentato all’11,2% nei parti da donne con infezione da SARS-CoV-2. Sebbene il tasso di sopravvivenza dei neonati prematuri sia in continuo miglioramento, grazie ai progressi in ambito medico, la nascita pretermine rimane una sfida sempre attuale ed esistono grandi disomogeneità nelle cure.

La European Foundation for the Care of Newborn Infants (EFCNI) ha realizzato il progetto degli European Standards of Care for Newborn Health, alla cui stesura ha collaborato anche la SIN, con la mission di assicurare cure neonatali eque e di elevata qualità. In essi, la salute del neonato è stata affrontata a 360°, abbracciando il nuovo modello di cura volto a garantire benessere, salute e sviluppo all’intero bambino e la relazione con la famiglia, unendo alla tecnologia la cura della relazione e lavorando così sulla prevenzione.

Gli standard assistenziali europei per la salute del neonato sono un progetto interdisciplinare per la cura dei neonati prematuri in collaborazione tra professionisti e stakeholders, e, per la prima volta, i pazienti (genitori) sono stati coinvolti in ogni fase. Il progetto è stato realizzato, infatti, da un gruppo di lavoro internazionale ed interdisciplinare di 220 esperti provenienti da più di 30 Paesi; è stato supportato da 108 società e associazioni sanitarie e da 50 organizzazioni di genitori; nel 2018 è stato presentato al Parlamento Europeo a Bruxelles. Sono stati affrontati 11 argomenti chiave, fornendo nuove idee e soluzioni per risolvere le disparità nelle cure dei neonati e quindi nelle loro opportunità future. I topic vanno dalla sicurezza del paziente e pratiche di igiene alle procedure per la Care; dalla nascita e trasferimento del neonato al follow-up e cure post-dimissione. Grande attenzione anche alle cure mediche e pratica clinica, alla progettazione della TIN e alla nutrizione.

L’Italia è stato il primo Paese europeo che ha tradotto gli Standard nella propria lingua, grazie alla collaborazione tra la SIN e Vivere Onlus Coordinamento Nazionale delle Associazioni per la Neonatologia ed al prezioso contributo della dott.ssa Gina Ancora, che ha coordinato l’intero progetto. All’incontro sono intervenuti anche l’on. Paolo Siani, Vicepresidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza; il prof. Alberto Villani, past president della Società Italiana di Pediatria, SIP; il dott. Rinaldo Zanini, della Commissione per la Redazione dei Requisiti Organizzativi per l’Assistenza Perinatale SIN; la prof.ssa Cristina Masella, responsabile scientifico Osservatorio Sanità Digitale, Dipartimento Ingegneria Gestionale, Politecnico di Milano; l’avv. Martina Bruscagnin, presidente di Vivere Onlus; la dott.ssa Gina Ancora, consiglio direttivo SIN.