“I nati dalla procreazione medicalmente assistita non sono cagionevoli di salute”

1236

È stato ipotizzato, in numerose occasioni, che la procreazione medicalmente assistita possa influenzare negativamente la salute del bambino. In realtà, lo stato di salute perinatale dei bambini nati da trattamenti di PMA non differisce da quello riscontrato nei bambini nati con concepimento spontaneo. I possibili problemi di salute del bambino, nato da procreazione medicalmente assistita, dipendono da fattori non strettamente legati ai trattamenti.

Uno dei fattori che vengono erroneamente collegati ai problemi di salute del nascituro è la gravidanza ottenuta con l’uso di spermatozoi da donatore, associata a un rischio di nascita prematura e di neonati sottopeso. La prematurità è una malattia grave, che può portare a lievi ritardi intellettivi, a disabilità anche gravi e ad aumentare il rischio di insorgenza di alcune condizioni croniche come, ad esempio, l’asma per un mancato sviluppo polmonare completo del bambino nel grembo materno. Nei casi più gravi, la nascita prematura può portare alla morte perinatale. Uno studio ha però dimostrato che non vi è alcun collegamento tra esiti perinatali avversi e il concepimento con sperma di donatore: le condizioni di salute dei bambini risultano infatti paragonabili a quelle riscontrate nei nati con sperma del partner.

La gravidanza multipla – insieme all’iperstimolazione ovarica – è tra le complicazioni più gravi legate ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita. La maggior parte delle coppie che si sottopongono a tecniche di PMA vedono la gravidanza multipla come un’occasione favorevole, senza prendere in considerazione le numerose complicazioni ad essa associate, che possono compromettere la possibilità di nascita di un neonato sano, che è l’unico obbiettivo delle PMA. Il problema più grave delle gravidanze gemellari, per importanza e frequenza di casi, è il parto prematuro: nelle gravidanze gemellari la prematurità si presenta nella metà dei casi, mentre nei casi di parti plurigemellari – ad esempio 3 gemelli – la gravidanza termina prima della 37ma settimana con bambini ritenuti prematuri. Ovviamente, un periodo di gestazione inferiore comporta anche un peso alla nascita inferiore – al di sotto di 1,5 Kg – e una mortalità perinatale più alta. Questi problemi di salute del bambino riguardano tutte le casistiche di gravidanze gemellari, anche quelle ottenute con concepimento naturale.

“Nell’ambito dei trattamenti di fecondazione assistita le possibilità di successo sono quasi sempre maggiori con il trasferimento di più di un embrione. Noi medici siamo però a conoscenza dei rischi e presso la nostra clinica non effettuiamo quasi mai transfer multipli, ma ci impegniamo a trasferire un singolo embrione in ciascun ciclo, per preservare la salute sia della madre che del neonato”, dichiara il prof. Antonio La Marca, Coordinatore Clinico della Clinica Eugin di Modena. “Possiamo dunque affermare che i rischi per la salute del bambino, legati alle gravidanze gemellari, non dipendano direttamente dai trattamenti di PMA, ma dalle competenze dei medici o dalla volontà della clinica di potere vantare tassi di successo migliori.”