Nanoparticelle caricate su mRNA per il trattamento del tumore del fegato. Studio sperimentale

Secondo una ricerca sperimentale su modelli animali condotta dal General Hospital of Massachusetts e dal Brigham and Women’s Hospital di Boston, delle nanoparticelle caricate su un Rna messaggero sarebbero in grado di fermare la crescita del tumore epatico più aggressivo, il carcinoma epatocellulare. “L’effetto indotto dalle nanoparticelle è significativo”, spiegano gli autori del lavoro. “Il prossimo passo sarà testare la terapia su pazienti oncologici. In linea di principio si tratta di una strada promettente, proprio perché l’azione di oncosoppressione di p53 viene meno in diversi tipi di tumore.” L’Rna messaggero trasportato dalle nanoparticelle contiene le istruzioni per produrre un immunosoppressore, la proteina p53, nota ai clinici perché risulta disattivata in diversi tumori solidi. Somministrate ad animali con carcinoma epatocellulare insieme all’immunoterapia, le nanoparticelle dotano l’ambiente tumorale del potere immunosoppressore di p53, rallentando la crescita tumorale e rendendo il tumore sensibili alla immunoterapia.