Mutazioni genetiche e inquinamento ambientale, premiato l’epidemiologo Stefano Bonassi

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Le emergenze ambientali hanno fatto comprendere al mondo che la salute dell’uomo dipende anche dall’ambiente in cui vive e dalla sua esposizione agli agenti inquinanti. Mutazioni genetiche e maggiore incidenza rispetto alle attese sia di patologie che del tasso di mortalità, anche in età infantile, sono spesso riportate negli studi epidemiologici relativi a zone particolarmente provate da agenti inquinanti tossici. Negli anni, gli studi epidemiologici a livello globale hanno dovuto fare i conti con la necessità di trovare una soluzione per prevedere il rischio dell’insorgenza di malattie. Questo ha comportato l’elaborazione di un nuovo modello di studio e l’utilizzo di nuovi indicatori funzionali anche alla medicina personalizzata e predittiva. In questo senso, un contributo importante è stato dato dagli studi ai quali ha partecipato, e di cui è stato spesso ideatore, il prof. Stefano Bonassi, direttore dell’Unità di Epidemiologia Clinica e Molecolare dell’IRCCS San Raffaele Pisana e professore di Igiene e Medicina Preventiva all’Università Telematica San Raffaele di Roma, al quale la European Environmental Mutagenesis & Genomics Society (EEMGS) ha assegnato il premio alla carriera intitolato a Frits Sobels. La cerimonia di conferimento si è tenuta online; in collegamento da Roma, il docente dell’Università San Raffaele ha tenuto l’award lecture dal titolo In Biomarkers We Trust? An Epidemiological Journey.