
L’allarmante fenomeno delle aggressioni – in Italia sono 4 al giorno, 1.600 l’anno, secondo i dati Inail – è una priorità di tutto il sistema e di tutti gli attori che ne sono coinvolti: professionisti, aziende sanitarie, cittadini utenti. “La vicenda della dott.ssa Capovani lascia sgomenti, ma non deve farci sentire impotenti. Un evento tragico, che riaccende i riflettori sulle violenze subite da medici e infermieri, in un contesto, quello sanitario, dove si respira un crescente e inaccettabile clima di frustrazione e aggressività”, dichiara Pieremilio Vasta, coordinatore della Rete Civica della Salute Siciliana. “Servono contromisure da adottare sia in termini di sicurezza e legittimazione del ruolo degli operatori sanitari sia di miglioramento di comunicazione e umanizzazione.”













