Modena, Ospedale Civile di Baggiovara Amico della Demenza. “AVO dona supporti sensoriali alla Medicina d’Urgenza”

L’A.O.U. di Modena e Associazione Volontari Ospedalieri AVO rafforzano e implementano i percorsi di umanizzazione delle cure di supporto ai pazienti fragili e in particolare a quelli con demenza e delirium ricoverati dell’Ospedale Civile, che nel maggio 2025 è stato certificato come Primo Ospedale Amico della Demenza in Italia. Nello specifico, AVO ha donato alla Medicina d’Urgenza dell’Ospedale Civile, diretta dal dott. Geminiano Bandiera, diversi strumenti sensoriali pensati per gestire l’affaccendamento motorio e il wandering, ovvero il comportamento tipico dei pazienti con demenza che è caratterizzato da deambulazione ripetitiva, afinalistica e disorientata, spesso con tendenza ad allontanarsi e per prevenire il disorientamento spazio-temporale e l’insorgenza di stato confusionale. La consegna costituisce il primo tassello di un progetto più ampio che partirà nei prossimi mesi e che ha l’obiettivo di implementare in Medicina d’Urgenza il modello dementia-friendly.

Il materiale è stato consegnato in questi giorni presso i locali della Medicina d’Urgenza dal presidente di AVO, Federico Fabbrocino, accompagnato dalla volontaria Lina Pugliese. La rappresentanza dei volontari è stata accolta dal direttore della Medicina d’Urgenza, dott. Geminiano Bandiera, dalla coordinatrice infermieristica, dott.ssa Daniela Vezzani, dal direttore della Geriatria, prof. Marco Bertolotti, e dalla dott.ssa Francesca Neviani, geriatra, presenti in qualità di referenti del progetto Dementia-Friendly Hospital; presente anche una rappresentanza del personale del Reparto, composta da Lidia Cirlescu, infermiera; Rosa Marino, OSS; Elena Carella, medico; Irene Iavasile, medico. La donazione consiste in mattoncini per costruzioni, colori, pannelli multisensoriali, oggetti che, con il supporto del personale infermieristico e della terapista della riabilitazione psichiatrica possono mantenere occupato il paziente riducendo la necessità di contenzione e il discomfort in questa tipologia di pazienti.

“Siamo grati ad AVO per questa donazione che ci consente di mettere il primo tassello in un progetto di accoglienza del paziente con demenza che abbiamo molto a cuore e che partirà nei prossimi mesi”, dichiarano Bandiera e Vezzani. “Il nostro Reparto, infatti, si trova più volte a prendersi in carico pazienti con demenza o con un iniziale decadimento cognitivo-comportamentale che durante il ricovero vanno incontro a delirium, in particolare notturno. Benché questa tipologia di pazienti non rappresenti il nostro paziente tipo, negli ultimi anni abbiamo visto aumentare questa tipologia di pazienti tra i nostri ricoveri. Da qui l’esigenza, sentita con forza soprattutto dal personale infermieristico, di occuparsi di questa tipologia di pazienti in modo diverso.”

“Desideriamo ringraziare anche noi AVO per questa donazione che rafforza un percorso che abbiamo costruito anche grazie al prezioso contributo del Volontariato, oltre ad AVO, GP Vecchi”, affermano Bertolotti e Neviani. “Uno degli scopi del percorso che ci ha portato a ottenere la certificazione dementia-friendly è proprio quello di diffondere la cultura dell’accoglienza di questi pazienti in tutti i reparti dell’Ospedale e siamo quindi molto contenti che si possa proseguire in questa direzione con Medicina d’Urgenza.”

“Per noi – dichiara Fabbrocino – è importantissimo contribuire a questo progetto, perché la nostra mission come Associazione è assistere i pazienti e i loro caregiver e questo progetto consente di farlo al meglio quando abbiamo a che fare con persone fragili e con i loro caregiver che spesso si trovano a dover gestire situazioni complesse che possono peggiorare durante il ricovero in ospedale.”

L’approccio dementia-friendly hospital è un modello di Sanità inclusiva che prevede un ambiente di cura a misura di tutti, anche delle persone più fragili, come gli anziani con demenza, spiegano i promotori del progetto: garantire il rispetto dei bisogni delle persone con demenza significa prevenire il peggioramento della disabilità, lo sviluppo di disturbi comportamentali e favorire il benessere della persona.