MK-8237: il farmaco che combatte gli acari

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A oggi gli acari rappresentano il principale fattore di rischio per lo sviluppo di asma e possono favorire anche la comparsa di altre allergie (muffe, animali, pollini). Ma per chi soffre di questa grave allergia c’è una bella novità: la Food and Drug Administration (Fda) ha approvato la prima terapia in pillola. Il farmaco si chiama MK-8237 e aiuta a trattare i casi di rinite dovuti all’allergia da acaro della polvere, con o senza congiuntivite. Viene somministrato per via sublinguale e funziona esponendo i pazienti, dai 18 ai 65 anni, a dosi crescenti di allergene, facendo abituare lentamente il sistema immunitario a combattere la reazione allergica e riducendo i sintomi. La prima dose viene presa sotto la supervisione di un medico, che osserva il paziente per almeno 30 minuti per eventuali reazioni avverse. Se viene ben tollerata, il paziente può portarsi il farmaco a casa. Ci possono volere dalle 8 alle 14 settimane per iniziare a notare dei miglioramenti visibili.

In Europa sono 70 milioni, mentre nel nostro Paese un italiano su tre è affetto da patologie allergiche e il 50% dichiara di aver avuto almeno una volta un episodio di sospetta natura allergica. Tra le malattie più diffuse asma e rinite di cui soffrono, rispettivamente, 3 e 12 milioni di italiani provocate da pollini, acari della polvere o peli di animali, come cani e gatti. Inoltre, nello stesso paziente possano frequentemente coesistere asma e rinite.

La presenza degli acari dipende in parte dall’umidità dell’atmosfera: ambienti che sono allo stesso tempo secchi e freddi sono meno adatti alla loro proliferazione. In ogni caso gli acari si riproducono molto velocemente e una nuova generazione di questi nasce ogni 3 settimane. Appare dunque facile comprendere il motivo per cui gli acari della polvere possono causare significativi problemi alle persone allergiche. Spazzare, passare l’aspirapolvere, pulire o cambiare le lenzuola provoca il trasferimento degli acari nell’aria che si respira, dove rimangono sospesi per circa 20-30 minuti. Quando questi allergeni vengono inalati, i pazienti più sensibili possono sviluppare sintomi allergici come la congestione nasale o l’asma.