Miopia e intelligenza, una associazione molto frequente anche nella storia

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Secondo uno studio  dell’Università Johannes Gutenberg di Magonza, in Germania  le persone miopi hanno maggiori probabilità di essere più brillanti e istruite rispetto a chi invece non ha bisogno degli occhiali. lo studio ha esaminato 3.452 persone sottoposte a visite oculistiche e a test di intelligenza. Ebbene, i risultati sono stati sorprendenti. “Sono state identificate capacità cognitive superiori nei miopi rispetto ai non miopi”, si legge nello studio. Tuttavia, i ricercatori hanno sottolineato che c’è un legame più stretto tra i livelli di intelligenza e il tempo impiegato per la formazione. La miopia si misura in diottrie; si parla di miopia lieve quando il difetto è inferiore a 3-4 diottrie, di miopia media o medio-forte sino a 8-9 diottrie, di miopia elevata al di sopra di questi valori. Si tratta in generale, di una condizione dovuta ad un’aumentata lunghezza dell’occhio oppure ad una eccessiva curvatura della cornea o del cristallino.
I raggi incidenti convergono in un punto davanti alla retina, dove viene a formarsi l’immagine. Dato che l’immagine non raggiunge la retina, viene percepita un’immagine più o meno annebbiata.
Tra i presidenti degli Stati Uniti, quattro erano miopi: T. Roosvelt, D. Roosvelt, H. Truman, W. Wilson.
Anche tra i militari la miopia è piuttosto popolare. Il generale, il condottiero per eccellenza, Napoleone era affetto da questa “disgrazia”: portava occhiali di – 4,50 D, che portava diligentemente nella tasca.   Gallieni, il difensore di Parigi nel 1914,
Leon Trotsky, l’organizzatore dell’Armata Rossa, dei generali Montgomery a Bradley: impartivano i loro ordini indossando spessi occhiali da miope.
. Tra i matematici possiamo annoverare Max Planck, Ludwig Boltzman.
Tra i medici, possiamo nominare John Dalton famoso per i suoi studi sui colori (da cui il nome daltonismo), che oltre ad essere affetto da discromatopsia fu certamente anche miope. Lo stesso vale per Mendel, che in ogni ritratto viene rappresentato con gli immancabili occhiali. E poi oculisti famosi, dai quali la miopia non si è fatta certo intimorire, come Goldman, Magitot, Franceschetti.
Infine scrittori come Schiller (- 2,75 D), Goethe (- 6,00 D), Schopenhauer (- 3,50 D); musicisti del calibro di Beethoven che, oltre ad essere afflitto dalla sordità, portava anche lenti da miope; re e regine come Maria Antonietta (- 4,00 D) e Luigi XVI.