Negativi al virus ebola i 2 cooperanti rientrati dall’Uganda con febbre e ricoverati al Sacco, Bertolaso: “Nessun motivo per creare allarmismi”

La notizia è arrivata nella tarda serata di ieri: negativi per il virus ebola i 2 cooperanti italiani rientrati dall’Uganda con febbre e ricoverati all’Ospedale Sacco di Milano per accertamenti. Le 2 persone, appartenenti a famiglie differenti, avevano trascorso 3 mesi in una zona al confine tra Uganda e Congo per prestare aiuto alle popolazioni locali. Il virus è presente in Congo, dove sono stati registrati 220 decessi e oltre 900 casi sospetti; in Uganda il totale di casi confermati è salito a 7. Ma già prima che arrivassero i risultati della ricerca del virus ebola, l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, aveva dichiarato: “Non c’è alcun motivo per creare allarmismi. Conosciamo bene queste situazioni e il nostro Sistema Sanitario è preparato ad affrontarle”.

“Ho vissuto personalmente l’emergenza in Sierra Leone durante una delle epidemie più gravi mai registrate”, prosegue Bertolaso. “Sappiamo quanto queste malattie possano essere serie. Allo stesso tempo, è importante chiarire che per arrivare a una diffusione ampia servono condizioni sanitarie, climatiche e sociali che fortunatamente in Italia non esistono.”

I 2 pazienti ricoverati sono un uomo di 31 anni residente a Bulgarograsso (CO), con febbre, nausea e vomito, e una donna di 33 anni residente a Lurate Caccivio (CO), che ha manifestato febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e stato confusionale. Entrambi fanno parte di un gruppo di 7 persone rientrate il 24 maggio 2026 dall’Uganda, dove avevano soggiornato per circa 3 mesi per attività di volontariato. Dopo il rientro in Italia, alla comparsa dei sintomi, le Strutture sanitarie regionali hanno immediatamente attivato i protocolli di sicurezza e sorveglianza previsti per i casi sospetti di malattia infettiva. I 2 sono stati trasferiti dall’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza - Areu in isolamento all’Ospedale Sacco di Milano, Centro di riferimento nazionale per le malattie infettive e dotato di Reparti ad alto isolamento dove proprio pochi mesi fa è stato attivato il primo Pronto Soccorso infettivologico con posti letto ad alto isolamento (BLS-4). Gli altri componenti del gruppo e alcuni contatti familiari sono stati posti in isolamento domiciliare fiduciario e vengono monitorati dalle Autorità sanitarie. Nella serata di ieri sera un sospiro di sollievo. I test per il virus ebola sono risultati negativi.