Melanomi, attenzione alle differenze. Incontro pubblico a Verona

1353

Un tumore maligno della pelle con un’incidenza in continua crescita, addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni, che nel nostro Paese si stima presenti circa 11.000 nuovi casi l’anno. Grazie ai progressi della ricerca scientifica, sono migliorate le conoscenze sui diversi tipi di melanoma ed è oggi possibile caratterizzare questa malattia a livello molecolare, ovvero a partire dal DNA. Si è scoperto così che i melanomi non sono tutti uguali, ma ne esistono di diversi tipi, ciascuno con caratteristiche diverse che lo contraddistinguono e permettono una cura mirata e specifica. Sono state identificate le mutazioni genetiche più frequenti che ne regolano la crescita cellulare all’interno della cellula tumorale, come ad esempio la mutazione a carico del gene BRAF, che riguarda circa il 50% dei melanomi e che permette un trattamento a bersaglio molecolare diretto verso la mutazione specifica. In questi casi l’approccio terapeutico è radicalmente diverso: non più chemioterapia, ma farmaci intelligenti che, utilizzando i bersagli molecolari specifici, hanno dimostrato di essere efficaci nei pazienti che presentano quella specifica mutazione.

“Fino a qualche anno fa il trattamento standard per pazienti con melanoma metastatico era la chemioterapia, con tutti i limiti legati alla scarsa efficacia e spesso all’elevata tossicità. Oggi abbiamo contribuito a realizzare una vera e propria rivoluzione e finalmente disponiamo di soluzioni terapeutiche innovative ed efficaci”, dichiara la dott.ssa Sara Cingarlini, oncologa presso l’AOUI, Ospedale Universitario di Verona. “Attraverso un approccio multidisciplinare, che tiene conto delle mutazioni genetiche specifiche e della possibilità di modulare la risposta immunitaria, si riesce a combinare nuove opportunità che hanno migliorato la sopravvivenza e la qualità di vita dei nostri pazienti. Perché i melanomi non sono tutti uguali: la conoscenza e la tecnologia permettono un approccio personalizzato e mirato che si dimostra ancora più efficace quando si avvale della professionalità di diversi specialisti. Tutto ciò in favore di una diagnosi più precoce e di una miglior cura della malattia in fase avanzata. Senza la ricerca e una corretta informazione queste possibilità non sarebbero realizzabili.”

Di questo e altro si discute in occasione dell’incontro “Melanomi. Le Differenze Contano” in corso a Verona e che vede coinvolti i pazienti e i loro familiari. L’iniziativa patrocinata da IMI (Intergruppo Melanoma Italiano), e partita da Genova a luglio dello scorso anno, sta proseguendo nei principali centri ospedalieri italiani.