Melanoma: poche volte si sviluppa da nei preesistenti

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Secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American Academy of Dermatology, solo una minoranza dei melanomi si svilupperebbe da un nevo preesistente. La scoperta deriva da un esteso studio di meta-analisi della letteratura e fornisce ulteriori evidenze del fatto che la maggior parte dei melanomi non ha origine dalla trasformazione maligna delle cellule dei nei. Per questo, qualunque nuova lesione cutanea negli adulti sarebbe da ritenere sospetta e secondo l’autrice dello studio, prof.ssa Caterina Longo, dell’Università di Reggio Emilia, i medici di base, nel selezionare i pazienti da indirizzare al dermatologo, dovrebbero tenere conto dei criteri EFG (elevazione, crescita, solidità), oltre ad altri fattori di rischio.

Il dermatologo dovrebbe controllare la cute da capo a piedi, in particolare dei pazienti con un elevato numero di nei: benché infatti l’insorgenza del melanoma non sia necessariamente legata a nevi preesistenti, questi soggetti presentano comunque una maggiore probabilità di sviluppare il tumore cutaneo. Ecco perché, per i pazienti a rischio, sarebbe opportuno adottare un monitoraggio dermoscopico digitale allo scopo di evitare falsi positivi. In ogni caso, è importante familiarizzare con tutti i propri nei; non limitarsi a osservare possibili cambiamenti nelle lesioni esistenti; ispezionare la cute alla ricerca di possibili nuove lesioni.

Fra gli studi esaminati, soltanto due hanno riportato dati sulla sopravvivenza in entrambi i tipi di melanoma, suggerendo la presenza di un vantaggio, in termini di sopravvivenza, nei pazienti il cui melanoma derivava da un neo preesistente; in altri casi, questa differenza non è stata osservata.