Il medico di medicina generale al centro della prevenzione andrologica promossa dell’Associazione Andrologi Italiani

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Circa la metà degli adolescenti ha almeno un problema andrologico e cattive abitudini di vita, fattori potenziali anticamere di futuri disturbi sessuali oltre che dell’infertilità di coppia, che in Italia sta raggiungendo livelli preoccupanti. Con il congresso di Genova si è conclusa la presentazione del progetto di prevenzione del benessere sessuale e riproduttivo della coppia in Italia, promosso dalla Associazione Andrologi Italiana ASSAI, che pone al centro di tutto il sistema di prevenzione il medico di medicina generale. Un nuovo legame quindi tra il medico di medicina generale e l’andrologo che, dopo Palermo e Roma, anche nel capoluogo ligure ha visto rispondere positivamente i MMG arrivati per l’occasione anche dalle vicine regioni di Toscana, Piemonte, Lombardia ed Emilia: “Un programma di prevenzione uro-andrologico, non più fatto di spot pubblicitari ma che vede la centralità del medico di medicina generale (MMG) e soprattutto la consapevolezza dei genitori dell’importanza di far visitare i ragazzi da un andrologo durante l’adolescenza”, afferma la dott.ssa Paola Bini, medico di medicina generale e pediatra di Genova. Gli assistiti, presso gli studi dei loro MMG, potranno ritirare i questionari e rispondere a domande semplici, fornendo notizie riguardo allo sviluppo dei propri genitali e alle proprie abitudini di vita. Successivamente potranno consegnare il questionario compilato in forma anonima, sempre nello studio del MMG o “chiedere aiuto” allo stesso MMG che, se lo riterrà opportuno, potrà inviare il soggetto allo specialista andrologo. I dati dei 56mila soggetti raggiunti sul territorio nazionale saranno poi valutati dal Dipartimento di Statistica dell’Università La Sapienza di Roma e presentati al congresso dell’Associazione Andrologi Italiani in programma il prossimo novembre. Gli esperti dell’Associazione Andrologi Italiani hanno calcolato che il progetto di prevenzione andrologica, così come concepito, potrebbe portare a un risparmio di 40 milioni di euro entro il 2020 e di circa 80 milioni entro il 2025.
Il congresso è stato presieduto dal Prof. Carlo Terrone, da più di sei mesi Direttore della Clinica Urologica di Genova L. Giuliani. Il cattedratico è stato autore di una lettura magistrale durante la quale ha evidenziato il ruolo della laparoscopia nel risparmiare i nervi dell’erezione e quindi preservare la potenza sessuale nei soggetti sottoposti a prostatectomia radicale per tumore della prostata. Il Prof. Carlo Terrone, “maestro” di Chirurgia Robotica, ha  inoltre auspicato che l’Ospedale San Martino di Genova possa presto acquistare un robot di nuova generazione per affrontare la chirurgia Uro-oncologica,  metodica  già ampiamente utilizzata dal  professore  quando era Direttore della Clinica Urologica di Novara. Tra i relatori del convegno anche il Direttore della Clinica Endocrinologica dell’Università di Genova, Prof. Massimo Giusti, che ha parlato degli aspetti preventivi della sessualità nelle malattie endocrino-metaboliche e tutto il gruppo del centro di fecondazione medicalmente assistita del San Martino di Genova (Caterina Di Leo: valore preventivo della valutazione del liquido seminale nel giovane, Carolina Pescio: PMA Oggi, Angela di Vinci e Pierandrea Canepa: Epigenetica nella riproduzione e sulla fertilità).