Medicina personalizzata e oncologia di precisione

372

Per anni le uniche opzioni terapeutiche di natura farmacologica nell’oncologia sono stati i farmaci citotossici, l’ormonoterapia e le terapie aspecifiche, poi è iniziata l’era della target therapy a cui si è affiancata l’immunoterapia. Lo studio della genetica dei tumori e delle loro caratteristiche biologiche ha portato però a un maggiore livello di dettaglio, individuando bersagli sempre più specifici su cui disegnare i nostri farmaci, target che spesso si possono trovare in popolazioni cellulari derivanti da sedi tumorali diverse. Di questo si è discusso nel corso della sessione La Medicina Personalizzata e l’Oncologia di Precisione, in occasione del XLII Congresso Nazionale della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie, SIFO.

“La complessità del panorama biologico è ancora tutta da scoprire, e ogni giorno si fa un passo in più, identificando sottocategorie e mutazioni targettable”, spiega la prof.ssa Omodeo Salè, componente del Direttivo SIFO, direttrice Farmacia Istituto Europeo di Oncologia. “Presto ci abitueremo ad una classificazione della patologia non più basata esclusivamente sulla sede o sulla istologia tumorale, ma basata sulla biologia stessa del tumore. Oggi abbiamo il primo farmaco approvato in Italia con indicazione agnostica (larotrectinib) e siamo alle porte di una nuova era di cui l’istituzione dei vari Molecular Tumor Board sono il primo passo.”

Fondamentale sarà proprio rendere affidabile l’identificazione dei pannelli di ricerca mutazionale e valutare su quale popolazione sia necessario effettuare lo screening, “sapendo – spiega Salè – che le analisi si possono avvalere di diverse tecniche; i pannelli disponibili oggi contengono informazioni diverse e sono richiesti costi e competenze sia per effettuare le analisi che poi per valutarne i risultati.”

“Oggi sappiamo che il rapporto tra presenza di un traget actionable non significa in maniera automatica avere una risposta effettiva, perché la biologia dei tumori e i meccanismi di sopravvivenza e resistenza sono complessi e imprevedibili”, chiarisce Salè. “La ricerca di un corretto equilibrio tra opportunità e costi, tra evidenza clinica e scelta basata sui concetti, sarà allora la sfida che abbiamo di fronte. La mia opinione è che il futuro sia in quella direzione: terapie più mirate, più efficaci, anche se più costose.”