
L’Associazione Medici e Odontoiatri Liberi Professionisti torna a chiedere alle Istituzioni politiche e sanitarie la possibilità di accedere ai Piani Terapeutici e alle Certificazioni per Patologia e Gravidanze a Rischio. Nei fatti, sottolinea AMOlp, sempre di più le differenze tra pubblico e privato, relativamente agli obblighi burocratici, vanno ormai azzerandosi. I Medici e gli Odontoiatri liberi professionisti, utilizzando le piattaforme del pubblico, già da tempo sono obbligati a erogare certificati di malattia sia per i lavoratori pubblici sia per quelli privati, compilare la ricetta bianca elettronica per i farmaci di fascia C e da Marzo 2026 saranno chiamati ad alimentare il Fascicolo Sanitario Elettronico per i propri pazienti.
“AMOlp – prosegue il comunicato – non intende sottrarsi agli obblighi di Legge, pur stigmatizzando senza esitazione alcuna, l’ormai opprimente e continuo carico burocratico, che negli anni è andato oltremodo accentuandosi con importantissime ripercussioni soprattutto in termini organizzativi oltre che economici. Tuttavia i diritti dei liberi professionisti continuano ad essere nei fatti calpestati”, continua la nota. “Piani Terapeutici, certificazioni per patologia e per gravidanze a rischio continuano ad essere considerate ad oggi delle chimere, laddove potrebbero alleggerire, a costo zero, le già lunghe liste di attesa del pubblico e la qualità della vita di vita dei pazienti.”
“AMOlp ritiene intollerabile questa discriminatoria dicotomia operativa tra doveri e diritti. Si è tuti Medici e Specialisti allo stesso modo, sia che si operi nel pubblico sia che lo si faccia nel privato. È un dovere deontologico curare i propri pazienti con la terapia migliore a cui nessun Medico può o deve sottrarsi. AMOlp – si legge ancora – chiede che le iniziative parlamentari in esame in questi mesi e orientate verso una corretta direzione di equiparazione di diritti tra Medici che operano nel pubblico e nel privato possano trovare un unanime accoglimento, non solo nel rispetto del lavoro di tante decine di migliaia di Medici liberi professionisti ma soprattutto del diritto di milioni di pazienti che ad essi storicamente si rivolgono.”














