MASH, “una patologia epatica silenziosa e spesso sottovalutata”

3miliardi di euro. Questa la proiezione dell’impatto economico dalla MASH (steatoepatite associata a disfunzione metabolica) in Italia entro il 2040. Una patologia epatica cronica grave e progressiva che rappresenta già oggi la seconda causa di trapianto di fegato nel Paese, ma che resta ancora poco conosciuta e spesso sottovalutata. Per sensibilizzare un pubblico sempre più ampio su questo tema e fare il punto sull’impatto economico, clinico e sociale della malattia, Madrigal Pharmaceuticals Italy ha promosso a Milano il media tutorial dal titolo MASH: Conoscere per Agire. Il Ruolo della Corretta Diagnosi in una Patologia Epatica Silenziosa e Sottovalutata. L’incontro ha permesso di affrontare il tema da molteplici prospettive, dall’inquadramento nosologico all’evoluzione della ricerca, dall’analisi degli stadi avanzati con i relativi impatti economici e sociali, fino alla voce dei pazienti e ai loro bisogni ancora insoddisfatti.

La MASH è caratterizzata da accumulo di grasso nel fegato associato a infiammazione e danno cellulare. Se non diagnosticata e trattata adeguatamente, la patologia può progredire in eventi epatici maggiori, quali cirrosi, scompenso epatico e epatocarcinoma. Secondo un recente studio condotto dall’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato AISF, pur rappresentando una parte limitata della popolazione affetta da MASH, i 5mila pazienti in stadio da moderato a avanzato di fibrosi (di cui 2mila in stadio fibrotico avanzato) costituiscono il segmento a più alto rischio di progressione rapida.

“La MASH rappresenta una sfida sanitaria silenziosa che progredisce attraverso stadi di gravità crescente ma che risulta asintomatica nelle sue fasi iniziali e moderate”, dichiara Luca Miele, ricercatore di Medicina Interna presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore UOS Clinica del Pre-Trapianto di Fegato e Ambulatorio Steatosi della Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS di Roma. “Il peso sul Sistema Sanitario Nazionale cresce esponenzialmente man mano che la malattia avanza. Per arrestare questa spirale, la chiave è la diagnosi tempestiva della fibrosi avanzata, vera discriminante prognostica, con l’Epatologo come figura centrale in un percorso multidisciplinare capace di coinvolgere Medici di Medicina Generale e specialisti.”

I numeri confermano l’urgenza dell’intervento: i pazienti con fibrosi avanzata hanno in media solo 2-3 anni prima di sviluppare cirrosi, e il rischio di eventi epatici avversi aumenta di 10-17 volte rispetto ai soggetti senza fibrosi. La MASH impone significativi oneri sanitari ed economici sia ai cittadini che ai Sistemi Sanitari, con costi che crescono proporzionalmente alla progressione della fibrosi. Nel 2021, l’impatto economico della patologia in Italia è stato quantificato in 1,3miliardi di euro, con proiezioni di crescita fino ai 3miliardi di euro entro il 2040.

Il confronto si è poi concentrato sulle fasi avanzate della malattia, esplorando contemporaneamente le funzionalità dei test non invasivi NITs e dei Percorsi Diagnostici più efficaci per l’individuazione e la presa in carico specialistica. “La MASH è una malattia complessa e sistemica”, afferma il prof. Salvatore Petta, ordinario di Gastroenterologia dell’Università degli Studi di Palermo AOUP Paolo Giaccone. “Identificare precocemente i pazienti con fibrosi avanzata e intervenire tempestivamente è fondamentale per evitare l’aggravarsi della patologia e le sue complicazioni più severe. Per raggiungere questo obiettivo servono screening mirati, accesso a centri di eccellenza e team multidisciplinari, condizioni che, purtroppo, non sono ancora ottimali in Italia.”

Il media tutorial ha posto l’attenzione sullo sviluppo di terapie innovative per MASH, evidenziando la necessità di un cambio di paradigma nella gestione della patologia, dal riconoscimento come priorità sanitaria alla costruzione di Percorsi Diagnostico-Terapeutici strutturati, fino all’identificazione precoce dei pazienti a rischio attraverso un approccio multidisciplinare.