
Accessibilità e dei diritti delle persone con disabilità visiva, tra Cultura, Sport e riconoscimento istituzionale. Il 04 gennaio è stata celebrata la Giornata Mondiale del Braille 2026. Molto più che un sistema di lettura e scrittura, il Braille è autonomia, accesso alla conoscenza e partecipazione piena alla vita culturale e civile, ricorda l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, il cui presidente, Mario Barbuto, il 06 gennaio 2026 sarà tedoforo delle Olimpiadi nella tappa bolognese del percorso della fiamma olimpica; un gesto dal forte valore civile, sottolinea l’UICI, che porta il tema della disabilità visiva all’interno di uno degli eventi più universali e condivisi, lo Sport, trasformando la staffetta olimpica in un messaggio di inclusione e partecipazione.
In Italia si stimano oltre 1,5milioni di persone cieche e ipovedenti, per le quali l’accesso all’informazione, alla prevenzione e alla piena partecipazione sociale rappresenta una priorità civile, prima ancora che sanitaria: “Essere presenti in un contesto universale come quello olimpico significa ricordare che l’inclusione non è un tema di categoria, ma un valore che riguarda l’intera società”, dichiara Barbuto. “Dal Braille alla prevenzione, il nostro impegno è rendere i diritti visivi parte della cultura del Paese.”
Il Braille e il breve iter da tedoforo di Barbuto diventano così il punto di partenza di un percorso che attraversa Sport, Istituzioni e cittadinanza attiva, e che trova nella Giornata Nazionale del 21 febbraio 2026 il suo momento di massima partecipazione pubblica.














