Malattie complesse del fegato. “A Modena, l’Emodinamica Epatica e il TIPS Team eseguono circa 300 procedure l’anno, tra cui circa 40 TIPS”

La SSD Malattie Epatiche Complesse MEC, il Laboratorio di Emodinamica Epatica e il TIPS Team del Policlinico di Modena, di cui è responsabile il prof. Filippo Schepis, protagonisti dell’EASL Congress 2026, svoltosi dal 27 al 30 maggio a Barcellona. Il congresso, tra i più importanti eventi europei dedicati alla salute del fegato, riunisce ogni anno oltre 8mila professionisti provenienti da tutto il mondo. Nelle giornate di lavori il team modenese ha presentato 18 diversi contributi scientifici, tra comunicazioni orali e poster ed è stato protagonista principale di 2 simposi satellite. Di particolare rilievo lo studio Underdilated TIPS Strategy Improves Survival and Reduces Hepatic Encephalopathy in Refractory Ascites: a Multicenter International Study, selezionato per la General Session del congresso. La ricerca porta solide evidenze a sostegno di una strategia innovativa per il posizionamento del TIPS – shunt porto-sistemico intraepatico transgiugulare – nei pazienti con ascite refrattaria, cioè l’accumulo di liquido nell’addome che non risponde più alle terapie e che rappresenta una delle complicanze più gravi e invalidanti della cirrosi epatica. Lo studio, attualmente in corso di pubblicazione, ha anche determinato l’aggiornamento delle linee guida prodotte dalla Consensus Internazionale Baveno VIII, vertice di riferimento per la gestione dell’ipertensione portale – l’aumento di pressione nelle vene che portano il sangue al fegato malato – svoltosi a marzo 2026.

Il lavoro è l’espressione più recente di una rete di collaborazione internazionale costruita negli anni, sottolinea la Struttura. L’approccio è nato dall’esperienza clinica del gruppo modenese, in stretta e duratura collaborazione con il gruppo dell’Ospedale Careggi di Firenze, guidato dal prof. Francesco Vizzutti. Da questo nucleo iniziale la strategia si è estesa ad altri Centri italiani e si è poi consolidata con la validazione di centri di riferimento europei ed extraeuropei, sotto il coordinamento nazionale e internazionale del prof. Filippo Schepis.

L’esperienza modenese ha avuto anche una ricaduta concreta sull’innovazione tecnologica. La strategia di underdilation (o sottodilatazione, cioè la creazione di shunt di calibro piccolo ma ulteriormente dilatabili a calibri maggiori qualora clinicamente necessario) sviluppata dal gruppo ha stimolato l’industria a progettare endoprotesi dedicate a espansione controllata, con un diametro iniziale ridotto (6 mm) e la possibilità di una successiva dilatazione graduale fino a 10 mm. Il Policlinico di Modena è stato il primo Centro in Europa a impiantare questi TIPS di piccolo calibro oggi disponibili sul mercato, un primato per l’A.O.U. di Modena. Questo circolo virtuoso è al centro di un recente editoriale open access, firmato dal gruppo, su Digestive and Liver Disease, dal titolo Rethinking TIPS: From Clinical Insight to Device Innovation.

Il Laboratorio di Emodinamica Epatica dell’AOU di Modena, fondato nel 2009 dal prof. Schepis, docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia Unimore, è oggi uno dei pochi in Europa con riconosciuta competenza nella diagnosi e nel trattamento dell’ipertensione portale, sia di origine cirrotica sia legata a malattie vascolari rare del fegato. Esegue circa 300 procedure l’anno, tra cui circa 40 TIPS, posizionati in stretta collaborazione con la SSD Radiologia Interventistica del Policlinico TIPS Team. “Risultati come questi confermano la vocazione alla ricerca della nostra Azienda e la forza di un modello in cui assistenza e ricerca crescono insieme”, dichiara l’ing. Luca Baldino, direttore generale dell’AOU di Modena. “Essere il primo centro in Europa a impiantare questi nuovi dispositivi premia le competenze costruite negli anni dal gruppo del prof. Schepis e dal TIPS Team ed è motivo di orgoglio per tutto il Policlinico. È anche un esempio concreto di medicina di precisione: una cura che non è più uguale per tutti, ma viene calibrata sulle caratteristiche e sui bisogni del singolo paziente. È questo il modello – personalizzato, multidisciplinare e fondato sulle evidenze – su cui la nostra Azienda continuerà a investire, con un obiettivo chiaro: renderlo accessibile a tutti i cittadini del territorio. Indirizzare per tempo le persone con complicanze dell’ipertensione portale a un centro capace di valutare l’indicazione al TIPS significa curarle nel momento giusto e, insieme, ridurre ricoveri e complicanze evitabili – un beneficio per i pazienti e per la sostenibilità del Sistema Sanitario.”

“Siamo profondamente orgogliosi dei risultati presentati quest’anno a Barcellona”, dichiara Schepis, responsabile della SSD M.E.C. , co-fondatore del registro Euro-TIPS, membro del panel di esperti per la formulazione delle linee guida mondiali sull’ipertensione portale Baveno VIII e coordinatore del panel per le nuove linee guida italiane AISF-SIRM-SIARTI sul TIPS. “Aver guidato una rete di Centri italiani e internazionali nello sviluppo di un approccio che oggi orienta la pratica clinica a livello mondiale conferma l’altissima qualità della nostra ricerca clinica. I dati dimostrano che la strategia di sottodilatazione del TIPS non solo migliora in modo significativo la sopravvivenza nei pazienti con ascite refrattaria, ma riduce anche in modo marcato complicanze come l’encefalopatia epatica, un serio disturbo neurologico che compromette la qualità di vita, e lo scompenso cardiaco, una complicanza che nei casi più gravi può diventare fatale.”

“Il posizionamento di un TIPS con calibro modulato e personalizzato sulle esigenze del singolo paziente è una procedura che richiede estrema precisione tecnica”, afferma il dott. Cristian Caporali, responsabile della Radiologia Interventistica, sottolineando il valore del lavoro d’équipe. “Il successo di questa strategia dimostra quanto sia fondamentale un approccio multidisciplinare e conferma l’avanguardia del nostro Ospedale nel panorama internazionale della radiologia interventistica.”