
FibronetCare è il nome della prima rete regionale strutturata e concepita per ottimizzare diagnosi, presa in carico e qualità della vita delle persone con fibromialgia in Lombardia. La malattia interessa tra il 2 e il 2,5% della popolazione Italiana, con prevalenza nettamente femminile, manifestandosi attraverso dolore cronico diffuso, stanchezza persistente, disturbi del sonno, cefalea e difficoltà di concentrazione. Rappresenta una patologia tuttora spesso invisibile, nonostante l’impatto profondo sulla vita personale, familiare e lavorativa di chi ne è affetto. Il dolore fibromialgico è di tipo nociplastico, correlato a un’alterazione dei meccanismi di percezione del dolore a livello centrale e periferico: stimoli minimi vengono avvertiti come intensamente dolorosi. Il quadro clinico risulta ulteriormente complicato dal ritardo diagnostico, che può raggiungere 8 anni. In numerosi casi l’esordio si verifica già in età adolescenziale, ma la diagnosi giunge soltanto tra i 30 e i 55 anni, quando i sintomi sono ormai cronicizzati e invalidanti.
FIBRONETCARE
La rete si basa su un coordinamento regionale dei Centri di Reumatologia e su una piattaforma digitale, accessibile tramite applicazione gratuita disponibile su Google Play e App Store, dedicata ai pazienti già diagnosticati. Attraverso l’applicazione, le persone possono registrarsi, selezionare il proprio Centro di riferimento e compilare autovalutazioni cliniche sui sintomi, condivise direttamente con gli Specialisti. Questo consente una presa in carico più tempestiva e la costruzione di percorsi terapeutici personalizzati, favorendo una comunicazione continua tra paziente e Medico.
La piattaforma integra inoltre servizi di supporto come il contatto con l’esperto e il supporto psicologico, riconoscendo il valore di un approccio multidisciplinare. Il modello di cura promosso da FibronetCare è infatti quello bio-psico-sociale, che considera l’interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali nella genesi e nel mantenimento della malattia. Le strategie terapeutiche includono terapie farmacologiche mirate, esercizio fisico, supporto psicologico e interventi complementari, costruiti su misura per la persona.
IL PROGETTO
Il progetto è coordinato dal dott. Oscar Epis, dell’Ospedale Niguarda, affiancato dal dott. Roberto Gorla, dell’ASST Spedali Civili di Brescia, e coinvolge Specialisti di alcuni tra i principali IRCCS della Regione.
Alla conferenza stampa di presentazione, spazio anche alle Associazioni pazienti, tra cui CFU–ITALIA ODV, AISF ODV, ALOMAR e Libellula Libera, da anni impegnate nel percorso di riconoscimento della fibromialgia e nella tutela dei diritti delle persone che ne sono colpite. FibronetCare non si limita alla diagnosi e alla cura, ma punta anche sulla formazione del personale sanitario, elemento essenziale per ridurre i tempi di riconoscimento della patologia e superare lo stigma che tuttora la circonda. Le prospettive future includono il rafforzamento dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali, lo sviluppo di un registro regionale e l’ampliamento della ricerca clinica, con l’obiettivo di trasformare una diagnosi spesso per esclusione in un percorso strutturato, riconosciuto e continuo.
L’impatto sociale dell’iniziativa va oltre l’ambito strettamente sanitario, sottolineano i promotori: prendersi cura adeguatamente della fibromialgia significa restituire dignità, autonomia e prospettive di vita a migliaia di persone, riducendo il rischio di invalidità e contenendo i costi sociali ed economici legati a una patologia che, se non affrontata sistematicamente, può compromettere profondamente la qualità della vita.













