L’impiego delle nanotecnologie nella cura del cancro

1992

La battaglia contro il cancro non dorme mai. Le ultime promettenti novità hanno a che fare con la nanomedicina: un approccio innovativo e selettivo dalle alte potenzialità terapeutiche e con ridotto livello di tossicità, in grado di dare la sveglia anche alla fiducia dei pazienti. Quali sono le prospettive presenti e future nella lotta contro il “big killer”? Se quello della previsione a lungo termine è un esercizio al quale chi fa ricerca spesso si sottrae, non è il caso dell’Istituto Giovanni Paolo II di Bari che, dati alla mano e con i laboratori di ricerca in pieno fermento, ha deciso di confrontarsi con i massimi esperti internazionali precursori e conoscitori della nanomedicina applicata all’oncologia.

L’eldorado del futuro prossimo per il prof. Giampietro Gasparini, Direttore Scientifico dell’Istituto barese e della ricercatrice Silke Krol, ha le sembianze di un nanomateriale multifunzionale che permette sia la diagnostica precoce che l’ottimizzazione della terapia in Oncologia. Se ne discuterà lunedì 12 e martedì 13 dicembre nella sala convegni dell’IRCCS di via Orazio Flacco durante l’International Workshop Nano-Oncology Chemistry Meets Bio”, tavola rotonda che si fregerà di prestigiosi relatori in grado di aggiunge una voce autorevole al dibattito sulle nanotecnologie, tanto dal punto di vista scientifico quanto da quello organizzativo-strategico.

Il convegno si articolerà in tre sessioni dedicate rispettivamente all’applicazione clinica delle nanotecnologie nel campo della diagnostica e terapia dei tumori; alla caratterizzazione biologica non invasiva dei tumori con lo studio delle microvescicole, in particolare degli esosomi; al ruolo della nanomedicina nello sviluppo di farmaci innovativi in clinica caratterizzati da elevata selettività e ridotta tossicità come nel caso di Doxil. La due giorni di faccia a faccia con il mondo della nanomedicina si avvarrà dell’esperienza del prof. Yechezkel Barenholz, pioniere dell’introduzione in clinica del primo nanofarmaco, il Doxil doxorubicina liposomiale con ridotta tossicità sistemica con particolare riferimento alla cardiotossicità, effetto collaterale specifico delle antracicline.