Anno II - n°11 - 08.04.2004 Pagine Liguri 

 


Meno tumori senza effetti collaterali - Sperimentato nuovo dosaggio di Tamoxifen per la prevenzione del carcinoma mammario


Saranno pubblicati ad aprile sulla prestigiosa rivista a carattere internazionale “Clinical Cancer Research”, i risultati di una importante ricerca sulla prevenzione del carcinoma mammario. Risultati che, con tutta probabilità, contribuiranno a modificare in maniera sensibile i protocolli europei in materia di prevenzione sulla popolazione femminile a rischio. La studio, frutto della collaborazione tra la Struttura Complessa di Oncologia Medica e Preventiva dell’Ospedale Galliera, diretta dal Dott. Andrea Decensi, l’Istituto Europeo di Oncologia, diretto da Umberto Veronesi, e il Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Bergen in Norvegia, diretto dal Prof. E.A. Lien, ha dimostrato che il Tamoxifen, “finto ormone” che inibisce l’attività degli estrogeni a livello della ghiandola mammaria, somministrato in una dose di 20 volte inferiore alla norma, viene assorbito dall’organismo in maniera sufficiente a bloccare la crescita del tumore. La sperimentazione è stata eseguita su una campione di 120 donne con carcinoma mammario in attesa di operazione chirurgica con somministrazione secondo criteri statistici delle dosi per quattro settimane.
Ma facciano un passo indietro. Il farmaco negli USA è già utilizzato nella prevenzione con ottimi risultati: su 13.300 donne a rischio la somministrazione del farmaco ha dimezzato l’insorgenza del cancro alla mammella. Come mai in Europa il Tamoxifen non fa parte della lista dei farmaci-prevenzione? “Per i possibili effetti. - spiega Andrea Decensi - L’utilizzo del farmaco nelle dosi standard è collegato all’insorgenza di tumori all’utero”. La scoperta dell’équipe di ricercatori, coordinata dal Dott. Decensi, dimostra, ed è questa la novità, che con un dosaggio molto inferiore, di 20 volte in meno rispetto al normale utilizzo, tali effetti sono ridotti al minimo.
Quindi il Tamoxifen, nel nuovo dosaggio, conserva le indicazioni farmacologiche richieste con il massimo beneficio per il paziente: nella fase di stand by su pazienti in attesa di operazione per bloccare la crescita del tumore, come nuovo farmaco di prevenzione in Europa nelle donne a rischio; come farmaco di prevenzione negli USA ma con una revisione sui dosaggi. Il tutto con una drastica diminuzione dei rischi di tumore all’utero associati alla somministrazione della vecchia dose.
Un altro punto a favore del Tamoxifen è il prezzo: una compressa costa solo 50 centesimi di Euro. “La triste realtà - spiega Andrea Decensi- è che spesso, quando un farmaco è disponibile a costi molto bassi, non viene preso in considerazione per lo sviluppo di ricerche pur possedendo importanti potenzialità terapeutiche. Un esempio su tutti? L’aspirina”.







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