Anno II - n°10 - 23.02.2004 Pagine Liguri 

 


LA BUONA SANITA’

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Sono uscito ieri dall’Ospedale Galliera dopo un delicato intervento alla spina dorsale. Ringrazio di cuore tutto lo Staff della Neurochirurgia per le adeguate e premurose cure. Più che la riuscita dell’intervento, hanno positivamente influito sul mio morale il trattamento umano e la serietà degli “addetti ai lavori”; accessori di lusso a parte non c’è nulla da invidiare ad una clinica privata, anzi, non essendo detti servizi “comprati” in via privata è ancora più lodevole. Complimenti! 

 

Vorrei esprimere un parere personale: 

Esiste, in Italia, una nave sbandata che fa acqua da tutte le parti, si chiama “SANITÀ”. Non affonda perché nel suo interno c’è un eroico equipaggio che senza gli strumenti adeguati, cerca di svuotare l’acqua che abbonda e di tappare le falle. Questi abili marinai, formano “LA BUONA SANITÀ”. Si chiamano medici, infermieri, tecnici, ausiliari, operai, impiegati e collaboratori vari. Quotidianamente lottano contro i tagli di bilancio, di personale, di posti letto, di mancanza di strutture ed attrezzature adeguate, usano macchinari obsoleti perché quelli nuovi non sono adatti, cozzano contro programmi demenziali e sono sobbarcati da mille difficoltà; ciò nonostante, loro continuano nell’ardua impresa. Queste condizioni rendono spesso il loro lavoro precario e, fatalmente, avvengono gli errori; gli utenti si lamentano e si creano i dissapori. Le mancanze, sono prevalentemente dovute a forti sollecitazioni cui sono giornalmente sottoposti, raramente per negligenza.. I giornalisti, per il sacro dovere di cronaca (atto professionalmente corretto e dovuto ), riportano spesso episodi di “lavativi”, assenteisti, opportunisti e negligenti. È vero; esistono anche quelli. L’estirpare questa nefasta piaga sociale, in qualsiasi parte del mondo, si chiama: UTOPIA. Ma non generalizziamo per evitare di offendere dei seri professionisti che nei tanti ricoveri da me subiti, mi hanno sempre gratificato d’ottima assistenza tecnico-sanitaria e tanto calore umano che è il catalizzatore e l’acceleratore delle cure di chirurgia e di farmacologia (in entrambi i nostri grandi ospedali). Questi signori(e), sono fatti di carne e ossa come tutti noi e non sono supereroi. Hanno la loro vita privata, i loro stati d’animo e (usando un luogo comune), “le loro croci”. Un loro gesto inconsulto dovuto ad un particolare momento di disaggio non può cancellare mille gesti meritori. Perciò, signori ammalati, prima di prendersela con questi esseri umani diamo una scrollata all’Onorevole Ministro Sirchia, si rimetta un camice bianco e giri per i reparti fatiscenti o quelli ristrutturati (molto belli) che cominciano a presentare segni di cedimento poiché manca la regolare manutenzione. Ogni struttura subisce uno “stress” sin dalla prima ora della sua messa in opera, il mantenimento è l’unica salvezza, se non si può farlo ad intervalli brevi, allora si esegua un “tagliando generale A-Z” in tempi e modi concordati con dei VERI esperti senza aspettare che questi splendidi gioielli finiscano come le vecchie corsie indegne persino dell’ospedale di Madre Teresa! Lasci, caro Ministro, i discorsi di programmi fantascientifici fatti solo di parole e si getti a capofitto nel concreto! Le mezze porzioni le abbiamo già grazie all’Euro a mille lire (e sono un commerciante).

Distinti saluti 

 

Mario Romano - G E N O V A






Gentilissimo Signor Romano,
La ringrazio anche a nome di tutti noi Medici e Infermieri, per le belle parole che ha voluto riservarci. Testimonianze come la Sua rappresentano la migliore gratificazione per il nostro lavoro che avviene,come ha giustamente rilevato,in situazioni non sempre agevoli.
Molto cordialmente

Prof. Giancarlo Andrioli, UO di Neurochirurgia Ospedale Galliera



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