Genova Anno V - n°30 - 01.10.2007 Pagine Liguri

 del 29/10/2007

 

A Santa Margherita Ligure i massimi oncologi italiani discutono dei successi della ricerca contro il tumore al seno


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La lunga battaglia contro il tumore al seno è a una svolta: “Grazie al diffondersi degli screening, al miglioramento diagnostico e alle innovazioni farmacologiche” – afferma Paolo Pronzato, Direttore Oncologia Medica A presso l’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova - “la mortalità è in calo, e le percentuali di guarigione sono raddoppiate; se la malattia è diagnosticata per tempo e correttamente tipizzata, le possibilità di guarire sono molto elevate”.


E’ il messaggio che arriva da Santa Margherita Ligure, per questa settimana capitale italiana della lotta contro il tumore al seno. Nella perla del Tigullio, oltre 100 tra i massimi oncologi italiani sono riuniti per fare il punto sugli straordinari risultati ottenuti nella cura di questa malattia e per tracciare i prossimi traguardi.


E a fare da sfondo alle giornate scientifiche, nella Piazza Vittorio Veneto da oggi fino al 29 ottobre, è allestita la mostra fotografica della campagna internazionale Breast Friends per la sensibilizzazione contro il tumore al seno, con le splendide immagini di star italiane e internazionali già ammirate da migliaia di persone nelle principali città italiane.


In Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 39.000 nuovi casi di tumore al seno; in Liguria sono circa 1.000 le donne colpite ogni anno da questa malattia, che è il più diffuso dei tumori femminili e il secondo tra tutti i tumori.


Ma il carcinoma mammario è una delle forme di tumore che stanno maggiormente beneficiando dell’avvento degli anticorpi monoclonali, i farmaci biologici che hanno la capacità di individuare e colpire selettivamente le cellule malate senza danneggiare quelle sane.


A trastuzumab, il primo anticorpo monoclonale utilizzato contro un tumore solido, impiegato sia nelle fasi avanzate sia in quelle precoci della malattia, si è di recente affiancato un altro farmaco, bevacizumab, che sta dimostrando benefici significativi nelle forme avanzate di tumore al seno.


“Trastuzumab ha cambiato la storia della malattia per le pazienti affette da un gruppo di tumori al seno particolarmente aggressivo, i tumori HER2 positivi” afferma Pronzato. “Si tratta del farmaco più importante per guarire le pazienti HER2 positive quando somministrato prontamente dopo l’intervento chirurgico”.
Questi tumori, che rappresentano circa il 20-30% di tutti i casi di tumore alla mammella, sono caratterizzati da una progressione molto rapida ed un’età di insorgenza più precoce rispetto agli altri tipi di tumore al seno.


“Trastuzumab blocca e inibisce il recettore HER2, riducendo notevolmente il rischio di recidive” – osserva Pronzato - “tra l’altro questo risultato si ottiene praticamente senza gli effetti collaterali più fastidiosi”.


Nei mesi scorsi, inoltre, l’EMEA ha autorizzato bevacizumab come terapia di prima linea per il trattamento del tumore della mammella metastatico “Questo farmaco, associato a paclitaxel – spiega Pronzato - raddoppia le possibilità di sopravvivenza senza progressione nelle pazienti con tumore al seno metastatico o con recidiva locale”.


La particolarità di bevacizumab è di agire “affamando il tumore”, lasciandolo cioè senza rifornimento di sangue grazie alla capacità di interferire con l’angiogenesi, il meccanismo attraverso cui il tumore favorisce la crescita di vasi sanguigni che lo riforniscono di ossigeno e sostanze nutritive.


La prossima sfida, valutata dagli oncologi riuniti a Santa Margherita, è quella di combinare gli effetti degli anticorpi monoclonali: “L’idea è di distruggere le cellule tumorali colpendole su più fronti. Sono in corso studi clinici internazionali per confermare questa possibilità”, afferma Pronzato.


Intanto, le donne che lottano contro il tumore al seno, oltre che sull’impegno e i successi della ricerca, possono contare sulla solidarietà che arriva loro da campagne di sensibilizzazione come Breast Friends: star di tutto il mondo, tra le quali Rosanna Arquette, Jerry Hall, Marcia Cross e le italiane Luisa Corna, Romina Power e Paola Saluzzi, hanno posato di fronte all’obiettivo di Rankin, uno dei più acclamati fotografi di moda, insieme a una loro amica passata attraverso l’esperienza del tumore al seno, dando vita a una splendida mostra fotografica che dopo Santa Margherita Ligure raggiungerà altre città italiane.
 

 






  

 


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