Lenti intraoculari per la correzione della presbiopia

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Il mondo dell’oftalmologia ha subìto grandi evoluzioni che hanno dato forte impulso alla tecnologia che aiuta le persone a vedere meglio. Di questo si è parlato a Eyevolution 2020, organizzata da Alcon nei giorni scorsi a Milano, dove si è discusso di salute sostenibile, comunicazione nell’era digitale, marketing sanitario e nuove tecnologie. La più importante novità presentata è la lente intraoculare per la correzione della presbiopia contestualmente all’intervento di cataratta. Le lenti tradizionali per la correzione della presbiopia sono caratterizzate da una serie di microlenti circolari (lenti diffrattive); il design ottico è concepito per mettere a fuoco in modo chiaro da lontano, da vicino e soprattutto da distanze intermedie, quelle che caratterizzano le nostre attività giornaliere come lavorare al computer. Tuttavia, con questa tipologia di lenti i pazienti potrebbero soffrire di disturbi visivi specialmente nelle ore notturne, come la percezione di aloni intorno alle luci, scintillii ed abbagliamenti, legati alla costruzione ottica della lente.

Ulteriore innovazione è la tecnologia 3D applicata alla chirurgia oftalmica, che ha avuto negli ultimi anni un notevole sviluppo grazie ad una videocamera ad altissima risoluzione in grado di registrare tutti i più piccoli dettagli dell’occhio, per poi trasmetterli in tempo reale a un monitor speciale che trasmette in 3 dimensioni. “L’utilizzo in sala operatoria del 3D è una vera rivoluzione. Oggi, grazie al display posizionato in sala operatoria riusciamo ad operare guardando non più nel microscopio, ma direttamente lo schermo”, spiega il prof. Stanislao Rizzo, direttore della Clinica Oculistica Policlinico Gemelli, Università Cattolica, Roma. “Questo tipo di dotazione tecnologica, estremamente avanzata e moderna, consente di ingrandire in maniera mai vista prima tutti i dettagli dell’occhio e di adottare le regolazioni proprie dei sistemi digitali come il potenziamento della luce e del contrasto e l’uso di filtri colorati per evidenziare, per esempio, alterazioni vitreo-retiniche. Inoltre, questa soluzione permette di rendere partecipe dell’intervento in corso tutta l’équipe presente in sala operatoria e, al tempo stesso, può rappresentare un vero e proprio strumento didattico.”