L’endometriosi diventa malattia invalidante

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L’endometriosi è una malattia cronica di cui soffrono circa tre milioni di donne italiane, 14 milioni in Europa e 15 milioni nel mondo. Da ieri è diventata anche una malattia invalidante. Infatti è arrivato il “Sì” dell’Aula della Camera alle mozioni sulle iniziative per il riconoscimento della endometriosi come malattia invalidante e per il potenziamento delle prestazioni sanitarie e delle misure di sostegno economico e sociale per le donne affette da questa patologia. “Il Governo – si legge nel documento – è impegnato a mettere in campo tutte le iniziative a tutela delle donne affette da endometriosi, a partire dall’inserimento di tale patologia nell’elenco di quelle soggette all’esenzione dalla partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza sanitaria a mezzo dell’attribuzione dello specifico codice identificativo; ad adottare iniziative finalizzate all’esenzione dalla partecipazione al costo per prestazioni di diagnostica, ambulatoriali e specialistiche correlate all’endometriosi e per l’acquisto di farmaci, promuovendo, altresì, iniziative utili alla riduzione dei tempi d’attesa per le prestazioni effettuate dal servizio sanitario nazionale. A breve, presso il Ministero della Salute sarà creata quindi una commissione di esperti sull’endometriosi che dovrà elaborare le linee guida per la programmazione della ricerca scientifica relativa alla diagnosi e alla cura dell’endometriosi e per l’individuazione di adeguati strumenti di informazione dei pazienti.”

“Inoltre sarà quindi favorito lo sviluppo di reti di servizi e centri di eccellenza che assicurino la presenza di team multidisciplinari in grado di lavorare per preservare la fertilità della donna, migliorare la qualità della sua vita e ridurre i costi socio-economici; a promuovere la conoscenza della malattia fra i medici e nella popolazione per agevolare la prevenzione, per ridurre l’intervallo di tempo significativo tra l’insorgenza dei sintomi e la diagnosi e per migliorare la qualità delle cure, sostenendo la ricerca scientifica e le attività delle associazioni e del volontariato dedicate ad aiutare le donne affette da tale malattia; a mettere in campo forme di tutela delle lavoratrici affette da endometriosi per garantire il diritto alla salute e salvaguardare il posto di lavoro; a sostenere l’istituzione del registro nazionale dell’endometriosi per la raccolta e l’analisi dei dati clinici e sociali riferiti all’endometriosi, al fine di favorire lo scambio dei dati e di stabilire strategie condivise di intervento sulla malattia, derivanti dall’analisi dei dati specifici per ambito geografico, di monitorare l’andamento del fenomeno e di rilevare le problematiche ad esso connesse, nonché le eventuali complicanze.”