Con l’attività intellettuale si mangia di più ma lo sport praticato sùbito dopo può saziarci

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Mettere in moto il cervello per qualsiasi attività cerebrale, anche la più semplice, non fa aumentare il senso di fame ma, una volta a tavola, causa un maggiore introito di cibo, un aumento di calorie, contribuendo al sovrappeso. Per arrivare a queste conclusioni alcuni ricercatori dell’Università di Laval (Quebec) hanno sottoposto un gruppo di studenti di età media di 23 anni a un esercizio intellettuale per 45 minuti in cui i volontari sono stati invitati a leggere un testo e riassumerlo. Successivamente, per il pranzo è stata servita a ciascuno la pizza preferita, ma “a volontà”, vale a dire offrendo la possibilità di richiedere una, due, tre o più porzioni. Ciò che ha interessato i ricercatori non è stato il lavoro mentale richiesto, ma la quantità di calorie ingerite dopo l’esercizio: dall’analisi dei dati si è evinto che gli studenti del gruppo sottoposto allo sforzo mentale hanno consumato in media 202 calorie (l’equivalente di 145 grammi di pasta) in più rispetto al gruppo di controllo che non aveva compiuto alcun esercizio mentale. Inoltre, dai dati di laboratorio, e quindi dalle analisi del sangue, nel gruppo sottoposto a sforzo intellettivo si sono evidenziate ampie variazioni dei livelli di zucchero nel sangue (glicemia), a riprova che la loro attività intellettiva richiedeva ampia disponibilità di energia, pronta per essere impiegata. In pratica dopo lo sforzo intellettuale arriva il comfort calorico.

Insomma una vera “trappola nutrizionale” a cui però altri ricercatori hanno tentato di porre rimedio pubblicando un articolo sulla rivista Medicine & Science in Sports & Exercise. Otto anni più tardi infatti, William Neumeier, ricercatore presso il Dipartimento della Università di Psicologia di Alabama a Birmingham (Stati Uniti), ha cercato di trovare un metodo per contrastare questa “trappola metabolica”. E pare ci sia riuscito rivolgendosi allo sport. Questa volta tutti gli studenti, maschi e femmine, hanno dovuto svolgere un lavoro intellettuale di 20 minuti; divisi poi in due gruppi, una parte di loro ha riposato; gli altri sono invece stati invitati a svolgere attività fisica con un tapis roulant. Dal pranzo che è seguìto si è potuto osservare che gli studenti che dopo lo sforzo intellettuale hanno riposato avevano consumato una media di 100 calorie in più rispetto agli altri. Al contrario, coloro che avevano praticato un quarto d’ora di sforzo fisico al tapis roulant hanno ingerito una media 25 calorie in meno. Se poi si calcola il dispendio calorico dovuto allo uno sforzo fisico, allora il beneficio complessivo risulta ancora più importante arrivando a 200 calorie in meno.